Alitalia a mai più

La mia prima volta con Alitalia è stata deludente. E’ vero che sono tornata a casa viva, e il primo requisito di una compagnia aerea è di far sopravvivere i passeggeri al volo, ma ore di ritardo sia all’andata che al ritorno, senza nemmeno una comunicazione, un avvertimento, una parvenza di interessamento alla soddisfazione del cliente, mi pare grave.

Soprattutto se si è costretti a sopportare la prosopopea di un personaggio somigliante al Furio di Carlo Verdone, che dissertava di vento, nodi, e atterraggi con crudele pessimismo. Mi vedevo già dirottata a tarda notte senza l’affetto dei miei cari e col computer scarico. Motivo quest’ultimo di un’angoscia senza pari.

Ho toccato il suolo della mi’ bella Firenze con quattro ore di ritardo, ma ho persino recuperato il bagaglio a tempo record, che – secondo quello che diceva il monitor – proveniva dalla Francia e non da Catania. Cosa ci facesse la mia valigia a Parigi è un mistero, l’importante è che ho ritrovato i capperi, le mandorle e i formaggi che in perfetto emigrante style mi sono portata a casa.

La prossima volta è meglio optare per un viaggio in wagon lit, che conserva il suo fascino a metà tra l’Orient Express e l’onorevole Trombetta.

Aggiornamento: Il Commissario Fantozzi si è dimesso. La motivazione ufficiale è riportata nell’articolo, quella vera la sappiamo noi. Sono una potenza. E ora vediamo di far dimettere qualcun’altro.

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