Si fa ma non si dice

Oggi, 1° agosto, oltre ad essere il compleanno dell’astrociclista (nonché trombettista, ma ultimamente un po’ meno) è il primo giorno che non leggo aggiornamenti sulla vicenda amorosa dei nuotatori.

Non mi interessa lo specifico, che mi pare banalotto, già visto e logorato da quando l’uomo (e la donna) si sono evoluti (diciamo così) sulla crosta terrestre.

La cosa che mi fa porre alcune domande è questa smania di esternazione che prende certuni a proposito dei propri personali affari di cuore. Io credo che sarebbe molto saggio mantenere sempre un profilo basso, senza flash e occhi di bue puntati addosso. E non penso solo alle celebrità, ma in generale a tutti noi.

Celate le passioni, dunque!

Posso capire che quando uno è contento perché ha il fidanzato nuovo non abbia problemi a dirlo in giro. Se poi il fidanzato è uno figo e magari ricco e famoso ancora di più, perché di riflesso il messaggio è “io sono bella e brava, perché mi sono meritata sto popo’ di personaggio, ha scelto me e quindi vuol dire che son piena di virtù”. Penso per esempio alla Canalis che, vero o costruito che sia, per due anni ha vissuto il ruolo di pupa del divo di Hollywood e – immagino – se l’è spassata parecchio.

Il problema nasce quando le cose non vanno più tanto bene, e soprattutto quando si arriva alla separazione. Ecco che, così come tutto il mondo sapeva quanto eri felice e fortunata, ora sa che forse sei una rompiballe, oppure che sei stata sostituita da un’altra (cosa che a me personalmente provocherebbe irritazione massima); qualunque sia il motivo tutti sanno che non te la passi più tanto bene. Naturalmente il discorso si può ribaltare per la controparte, non fa differenza.

Siccome se si comincia a esternare è difficile smettere quando non ci garba più, io ritengo opportuno e consigliabile uno stile di vita più schivo, meno strombazzato, meno dichiarato. Sono per gli accoppiamenti in sordina, un po’ di soppiatto, mai ufficializzati, con gli occhiali scuri e il naso finto, a protezione della propria vita dalle intrusioni altrui.

Come appendice finale, una breve riflessione sul costume in uso in Second Life, di dichiarare nel proprio profilo lo stato di accoppiamento. Dato il carattere transitorio di tale stato (è la vita, prima o seconda che sia), l’aggiornamento continuo crea un effetto “Beautiful” spassoso per chi legge, ma ridicolo per chi lo vive. Consiglio quindi, anche in questo caso, di attivare una modalità riservata per i propri affari amorosi. Spero altresì che questo consiglio non venga seguito perché io a leggere le scemenze nei profili altrui mi diverto parecchio.

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