Passaggio a Nord Est

La prima tappa si è conclusa. Dopo una partenza incerta, con rifornimento gastronomico (da madre premurosa) e subitaneo ritorno a casa per misurare non so che cosa delle gomme, ci siamo diretti verso nord. Effettuata una sosta tecnica a Portogruaro siamo ripartiti giulivi e contenti.

"Ti fermi, così faccio una foto?" "Falla attraverso il vetro, tanto si vede lo stesso". (Foto manipolata per far finta che le macchie siano una scelta artistica)

Il bello è sopraggiunto quando il pilota-furbo ha deciso di evitare le strade a pedaggio. Questo ci ha portato a percorrere sì la strada costiera sul bel golfo di Trieste piena di bagnanti quasi sul marciapiede, ma ci ha portato fuori rotta rispetto alle istruzioni che avevo stampato dal sito dell’albergo. Il problema è nato quando ci siamo accorti che, tra le cose dimenticate (ovviamente) c’erano le cartine stradali della zona. E, nonostante due-navigatori-due, ci siamo non persi ma quasi.

Siamo comunque giunti nella per niente famosa Kozina, dove avevo trovato posto per la notte.

Notazione pratica: non trascurare che, nonostante l’abolizione delle frontiere e l’introduzione della moneta unica, le prese in Slovenia hanno due buchi e le spine italiane hanno tre pispoli. Ma anche questo impedimento è stato abilmente aggirato dal pilota-elettricista.

Casino a Kozina, Slovenia.

Dopo una cena in perfetto stile baita di montagna, non si sa perché, a base di funghi, patate e formaggi, abbiamo trascorso la serata nel Casinò interno dell’hotel, dove a botte di centesimi grazie al pilota-giocatore siamo riusciti a guadagnare la fantastica cifra di 11 euro e 75 centesimi, a rimborso di quanto (ahimé sventata), avevo speso nel pomeriggio in connessione con la mia chiavetta Wind. Infatti, nonostante quanto scritto nelle informazioni, nella nostra camera internet non funziona. In questo momento sono agganciata al wireless della hall tra “gente che va, gente che viene e non succede mai niente”.

Altra notazione: i cantanti nel Casinò sono italiani (mi astengo da qualsiasi giudizio artistico, ma s’è capito…). Il repertorio spazia da Alan Sorrenti a Nicola Di Bari. Però l’ingresso dà diritto a una consumazione e a 5 euro da giocare. L’età media dei giocatori è elevata e c’è un’alta frequenza di bermuda e pinocchietti. L’immagine del casinò come dissoluto luogo di perdizione ha lasciato il posto a un clima da colonia estiva per pensionati.

Domani si cambia Stato.

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