Le cattive compagnie

Non è la prima volta che mi succede. Da quando circolo in rete più volte è stato messo in dubbio il mio genere sessuale. Qualcosa di simile ho commentato altrove, qualche tempo fa, ma stavolta la faccenda riguarda la mia persona.

Da un po’ di tempo, per motivi che non ritengo doveroso esporre né qui né altrove, occupo parte del mio tempo in Second Life in osservazione di usi e costumi di un popolino sfaccendato e propenso alla rissa. Non sembri troppo pesante la definizione, ché anzi, mi mantengo lieve e indulgente come una mamma. Anzi, una mammina, come sono stata definita.

In realtà me ne hanno dette altre, dalla classica “putana”, ma con una T sola perché la lingua italiana è un lusso che pochi in quel consesso possono permettersi, a “vecchia”, ad altre leggiadrie che mi sfuggono al momento. Il motivo? Sto dalla parte sbagliata, spalleggio un provocatore dichiarato e quindi “chi non è nemico del mio nemico, è mio nemico”. Questo tipo di ragionamento mafioso imperversa nel gruppo, come una sorta di alleanza tra poveri di spirito.

Gente carina in Second Life. Con le mesh.

Per tornare allo spunto iniziale, quando una signorina presente, ha chiesto sguaiatamente e reiteratamente una prova tangibile del mio essere donna (per fortuna si accontentava di sentire la mia voce!) sfidando il mio “coraggio” certa di cogliermi in difetto… ho fatto come la monaca di Monza: “La sciagurata rispose”. Ho parlato. Dopo un attimo di gelo e di sconcerto, la rabbia è aumentata insieme al mio sberleffo.

Lo so che non avrei dovuto, ma io amo i colpi di teatro, ça va sans dire. Dopo aver fornito un tema di conversazione (sono piuttosto generosa) che evidentemente è piaciuto, perché molto più tardi ho sentito che ne stavano ancora blaterando, sono tornata alla mia fantastica caccia al tesoro steam. E nel frattempo ho anche pubblicato il mio ultimo machinima. Alla faccia degli stanziali osservatori nullafacenti.

La riflessione è quindi la seguente, se in giro circola tanta ignoranza e chiusura mentale, se la gente continua a frequentare i luoghi comuni, i pregiudizi e non riesce ad aprirsi alla luce miracolosa dell’ironia, cosa possiamo aspettarci dal presente e dal futuro? La domanda è retorica e non mi aspetto risposte.

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