Non ho voluto la bicicletta…

… però mi tocca pedalare.

Perché non si pensi che io sia una carampana smanettona impelagata in mondi virtuali, col cervello in pappa e la muscolatura atrofizzata, si sappia che da alcuni mesi ho appreso la nobile arte dell’andare in bicicletta reclinata.

Modello di velocipede al quale sono abituata.

La bicicletta reclinata è un velocipede che, al posto del sellino triangolare, ha una specie di sedia sdraio su cui il guidatore gode di ulteriori punti di appoggio oltre ai consueti. Così che il peso del corpo non preme sul perineo e compagnia bella, ma viene distribuito sull’intero posteriore, schiena compresa.

Detta così pare una bella cosa.  Se non che, data la conformazione del mezzo, il ciclista si ritrova semisdraiato a pedalare con le gambe per aria. E, almeno per me, non è una cosa proprio bellissima.

Intanto perché dopo un po’ mi s’informicolano le gambe, poi perché in quella posizione trovo difficoltà a fare cose tipo curvare, fermarmi e ripartire (che non sono indispensabili, ma a meno che non ci si trovi sulla pista ciclabile più lunga del mondo deserta, può capitare di dover fare), e poi perché è una posizione ridicola ed essere additata dai passanti non è la mia massima aspirazione.

Mi dicono che con queste biciclette si fa molta meno fatica e si possono fare percorsi lunghissimi senza rischiare di arrivare stremati a destinazione, come di solito capita a me quando pedalo per più di 800 metri.

Mi dicono anche di fare poche storie, che tanto questo mi tocca… fino alla prossima fissazione del mio compagno nel viaggio della vita. Sperando che non gli venga in mente di provare il parapendio.

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Un pensiero su “Non ho voluto la bicicletta…

  1. Ho visto un paio di scalmanati sulle strade del varesotto, dalle parti della Valcuvia, su queste biciclette. Andavano come schegge semisdraiati a pochi centimetri da terra e a livello delle ruote delle automobili. Forse quelle erano la versione spyder di quello che dici tu. Io vado in bicicletta in città e conosco i pericoli della strada, ma quelli mi sembravano dei pazzi. Forse il parapendio è meno pericoloso, tuttavia, per farmelo provare dovrebbero minacciare di morte me e tutti i miei familiari, gatti compresi.

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