Arte & pedale

Ho già raccontato in tempi passati dei miei incontri con l’arte contemporanea, di come mi metta di buonumore soprattutto se accompagnata dai mugugni e le invettive del mio compagno di viaggio, che proprio non comprende come una cosa come questa (v. foto) possa essere definita arte.

Ieri abbiamo partecipato a una bella pedalata cittadina a Bologna (con un freddo cane) con visite guidate alle installazioni di Artefiera. Un’iniziativa un sacco bella, assai culturale, molto ginnica e socializzante.

Alla prima tappa presso la Pinacoteca Nazionale di Bologna, dopo la coda e le scale, ci siamo trovati di fronte alle opere di un artista che, per rispetto e timore di querele, eviterò di nominare. Non posso del resto nemmeno riportare qui i commenti che ho sentito, perché non mi piace usare il turpiloquio di tipo scatologico. Per farla breve, quei quattro pezzi di legno non hanno riscosso un gran successo.

Confidavo nella seconda tappa, per convincere il mio copedalatore del valore artistico delle opere presentateci, ma -ahimé- siamo caduti dalla padella nella brace. Ci siamo trovati di fronte a una bandiera bianca, quasi a rappresentare l’arrendersi degli spettatori di fronte alla perplessità.

Altra pedalata e altra opera. Così via fino a che, più vinti dal gelo che dalla stanchezza, abbiamo abbandonato la folla a pedali in cerca di cibo.

La morale in questa storia è che frequento gente che di arte contemporanea non capisce niente e che la pizza è sempre una gran consolazione.

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5 pensieri su “Arte & pedale

  1. Anche a me l’arte contemporanea mette di buon umore: lo scorso anno, per la prima volta (nonostante la mia non più tenera età) sono stato alla Biennale di Venezia, e ne ho fatto un’allegra scorpacciata. Accompagnato, naturalmente, da persone che di arte contemporanea non ne capiva nulla, che credo sia l’unico modo per goderne davvero.

  2. A me l’arte, non solo contemporanea, mette fame, perché dopo la visita ad un museo sento sempre il bisogno di recarmi almeno alla caffetteria, se non in pizzeria direttamente, come te. Questa relazione tra arte e appetito fa riflettere.

  3. Ricorda al tuo compagno di viaggio che la grandezza di Van Gogh fu riconosciuta soltanto dopo la morte e la medesima sorte toccò a molti altri artisti; detto questo, a me piace l’arte contemporanea perché è un punto di vista, un filtro, una visione della realtà presente ed è divertente, colorata, improbabile, a volte troppo concettuale, evanescente, virtuale, ma è comunque un segno della contemporaneità. Ai posteri l’ardua sentenza…

  4. Apprezzo molto i vostri commenti, soprattutto perche` confermano che il mio approccio, naif ma fiducioso, e` quello giusto.
    Il mio compagno di viaggio valuta l`arte in base alla fatica che l`artista ha fatto per compiere l`opera; per esempio, nutre una vera avversione per Fontana, perche` un taglio nella tela lo sanno fare facilmente tutti. E io rido. Gia` in questo riconosco nell`arte un gran valore.

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