L’ibri-da viaggiatrice

Anche se è un po’ tardi per i buoni propositi di inizio anno, io ne ho uno che vorrei onorare.

Devo, voglio leggere di più.

Lo spunto mi è venuto dall’incontro coi bravi bookbloggers che ieri sera sono venuti in Second Life, a parlarci dell’intreccio tra editoria e social network. Questa è gente che legge e scrive. E fa anche di conto. E siccome, perdinci, son capace anche io perché ho fatto le scuole alte, e leggo dai tempi del Maestro Manzi, mi devo impegnare a tornare ai vecchi tempi, quando leggevo almeno una dozzina di libri all’anno. Almeno.

Dopo un’adolescenza a pane, nutella e Urania, ricordo il mio periodo cinese (leggevo solo romanzi cinesi e stavo diventando maoista), poi è stata la volta di Pennac e ho divorato tutta la saga di Malaussene voracemente, poi ho avuto la fase Stephen King (mai completata e quindi sempre in agguato), poi è arrivato Dennis Lehane e per lui ho voluto visitare Boston, e poi c’è stata Fred Vargas… l’ultimo è David Foster Wallace che oggi avrebbe compiuto 50 anni e con cui avrei voluto fidanzarmi, almeno per un breve periodo.

Ora sono diventata discontinua, mi perdo coi giochini online, nei social network, con Second Life. Mi distraggo come i bambini.

A mio parziale discapito va l’introduzione dell’alta velocità sulla linea Firenze-Bologna. Prima quelle due orette di viaggio A/R settimanali mi invogliavano a portare con me un libro, ma ora, in 37 minuti  faccio in tempo a cercare gli occhiali, mettere gli occhiali, alzarmi per far passare il mio vicino di posto che deve andare in bagno, aprire il libro, far ripassare il vicino di posto che torna dal bagno, rimettere a posto gli occhiali e prepararmi  a scendere.

Ci sarebbe la seduta mensile dal parrucchiere, ma c’è quell’impiccio degli occhiali da tenere a mo’ di mascherina settecentesca, che fa tanto donna anziana.

Quindi, in attesa di convertirmi agli e-book, sarò fedele a quelli fatti di carta, che puoi ciancicare,  stropicciare, annusare e accarezzare. Ideali da portare a letto.

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3 pensieri su “L’ibri-da viaggiatrice

  1. E’ proprio come dici, internet ha sottratto tempo ai libri, ma bisogna vincere questo gingillarsi in rete, che si perde tempo di qua e di là senza aver concluso niente. Io ho qui davanti a me un librino “La mosca nella bottiglia” di Raffaele La Capria e questa sera mio figlio mi porta “Il Giovane Holden” di Salinger. Francesco mi ha chiesto in tono molto ironico, come sono potuta arrivare sin qui senza leggere Salinger. Mbeh, a me sembra di esserci giunta abbastanza facilmente, forse con qualche lacuna, ma nessuno è perfetto , ecchediamine!

  2. Il fatto che tu abbia inziato a leggere con il maestro Manzi, come me, ti fa ancora piu cara al mio cuore.
    E se ami i giochini che non portano da nessuna parte allora sei proprio mia amica….
    e se l’ozio fosse diventato pure un’esigenza ti chiederei di sposarmi….
    sulla lettura …se vuoi potrei consigliarti qualcosa..

    qualcosa da NON leggere intendo….
    :)

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