Io conto. Alla rovescia

E’ una vergogna. Più di un mese senza aggiungere un post, nemmeno uno piccolo, un posticino.

Ho delle giustificazioni valide. La prima è che mi dimentico dell’esistenza del blog, e direi che potrebbe bastare. Poi c’è il fatto che sono tendenzialmente depressa, e basta poco per abbacchiarmi. Negli ultimi mesi (o forse dovrei dire anni, se non secoli) di cause ce ne sono state talmente tante che ora non serve più nemmeno un pretesto. Vado in automatico, come se avessi un timer interno, come uno scaldabagno o un detonatore per la dinamite. Oppure come succede in “Andromeda”, con la suadente voce femminile registrata che scandisce il conto alla rovescia prima dell’autodistruzione.

 

Anche stavolta ci siamo salvati.