Nessuno ha scritto un libro

Nel corso degli anni, e ormai sono 14 da quando mi affacciai alla finestra di un browser per la prima volta, ho incrociato numerosi compagni di viaggio. La maggior parte di loro sono diventati presenze annebbiate, anzi, quasi tutti sono scomparsi nel nulla. Ma ce ne sono alcuni, superstiti di una selezione naturale e reciproca che mi fanno una piacevole e rassicurante compagnia da molto tempo.

La cosa che mi diverte di più è l’intreccio casuale (ma sarà davvero così?) che mi porta a ritrovare le stesse persone in ambienti diversi. E senza darsi appuntamento.

Mi è capitato di parlare qui di Second Life. Non spesso in verità, per varie ragioni. La prima è che penso che sia un tema a rischio di noia per chi non sa cosa sia perché non c’è mai stato. La seconda è meno razionale. Per me Second Life è un po’ come il Fight Club: non si parla del Fight Club.

Ma c’è un motivo più che valido per parlarne ora.

Nessuno ha scritto un nuovo libro.

Lo so che molti hanno scritto un libro. Alcuni ne scrivono più di uno. Qualcuno potrebbe dire che troppi scrivono libri. Ma io intendo dire che William Nessuno ha scritto un libro e in questo libro ci sono tracce di Second Life. Il puzzle si sta componendo.

Non è la prima volta che racconto di libri scritti da amici virtuali. L’ho fatto in altri due casi, qualche anno fa, e naturalmente non sono recensioni né critiche, ché non sono in grado di fare cose simili io. Ho fatto il Classico ma poi mi sono persa nei meandri di altre faccende meno letterarie, non sono preparata, sono solo una ex lettrice forte progressivamente indebolita.

Veniamo al dunque.

William Nessuno, che conosco da anni grazie al suo blog, ha scritto un romanzo di fantascienza. Anzi, un romanzo di fantascienza investigativa, la mia preferita: “Turris Asian”. Il protagonista è lo scozzese Lorenzo MacEwan, netective (detective del network) che, sottoposto a una sperimentazione sulla registrazione dei sogni, vede (è proprio il caso di dirlo) riaffiorare immagini di casi che lo avevano coinvolto nel passato. Con l’aiuto della psicologa Francesca Colonna condurrà l’investigazione che lo porterà da Roma in Islanda, seguendo le tracce della Torre di Asian, creata originariamente in Second Life, ma che stavolta sta per fare la sua comparsa nel mondo reale. (Ta-dan!)

Kelsey

Durante la presentazione avvenuta lo scorso 7 maggio in Second Life, è stato citato “Matrix”. A me invece è venuto in mente altro. In primis (e spero che non si risentirà nessuno, e nemmeno Nessuno) “Il segno del comando”, il mitico sceneggiato televisivo degli anni ’70, con Ugo Pagliai (che interpretava un professore di letteratura inglese) in giro per Roma a caccia di fantasmi. Lì il tema era esoterico, ma certe atmosfere, i segni di antichi manufatti, le strade di Roma, i retrobottega, me l’hanno fatto associare immediatamente a questo ricordo d’infanzia.

E poi Fringe in cui Il Dr. Walter Bishop riesce a entrare nella mente di cadaveri per carpirne gli ultimi ricordi. Ma soprattutto Caprica in cui si narra anche di mondi virtuali  immersivi, in cui l’esperienza sensoriale è totale grazie all’holoband inventato da uno dei protagonisti. (Essere serial addicted fa spostare i riferimenti culturali).

Insomma io in certe storie ci sguazzo come un pirahna in un fiume infestato di bagnanti, e infatti ho divorato la storia di “Turris Asian” in un battibaleno e con grande divertimento.

Un solo appunto.

E’ un romanzo breve, e, almeno a me, lascia un po’ di questioni irrisolte. Chiedo quindi ufficialmente all’autore di procedere con un sequel, per raccontare:

1. come sono arrivati quei due ragazzetti fanatici (ognuno a modo suo) a mettere su quel popò di casino;

2. che fine ha fatto Asian;

3. almeno un torrido incontro amoroso tra Lorenzo e la psicologa. Va bene anche in sogno.

Giudizio: 5 palle. (Nel senso migliore del termine). Un caro saluto all’Editore.

TURRIS ASIAN, di William Nessuno

Avanguardia 21 Edizioni – 9,99 euro

http://www.avanguardia21.it/

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7 pensieri su “Nessuno ha scritto un libro

  1. Carissima Alexandra (o “Ironica”, come ti ho sempre conosciuta e letta da blogger) ti voglio dire che la tua recensione mi ha commosso ed emozionato. Non tanto per le cinque palle, ma perché tu hai colto uno dei riferimenti reconditi di questo testo (ma ancor più dell’incompiuto romanzo lungo Cybersphynx!), ovvero “Il Segno del Comando”: soprattutto lo sceneggiato con Pagliai e mi pare Carla Gravina, del quale descrivi le atmosfere esattamente come le ricordo io, ma anche il libro del cosiddetto “Maestro D’Agata”, ovvero Giuseppe D’Agata.
    jNon credo al momento di voler lavorare a un prequel o a un seguito di Turris Asian. Più che altro vorrei appunto finire Cybersphynx: quello ti piacerà ancora di più, son certo, perché le atmosfere sono ancora più notturne e misteriche, come appunto nel modello dello sceneggiato. Al quale faccio sempre riferimento nei testi che lo descrivono nelle sue atmosfere e intenzioni.
    Grazie davvero.

  2. Pingback: Sostiene Ironica « Magnethic Metablog

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