Cinquanta. Sfumature. Di. Noia

Ho terminato ieri di leggere il primo romanzo della trilogia delle sfumature, il caso letterario del momento, il must editoriale del periodo, che ha venduto 20 milioni di copie.

Immagino che almeno 20 milioni di persone quindi l’abbiano letto. Non potendo sapere da ognuna di loro cosa ne pensa, mi accontento di sapere cosa ne penso io.

In poche parole si tratta di un romanzo di fantascienza, che si svolge in un universo parallelo che somiglia agli Stati Uniti, dove una ragazza di 21 anni, nel giro di un mese incontra un bellissimo, ricchissimo, filantropissimo, generosissimo, elegantissimo, imbronciatissimo giovane uomo, inizia una serrata e vagamente sadica relazione sessuale con lui, si laurea, trova lavoro e pone fine (fino alla puntata successiva) alla serrata e vagamente sadica relazione sessuale in seguito a una sculacciata un po’ troppo violenta.

Questo è Lars Burmeister, un modello che ho trovato nel sito http://www.mostbeautifulman.com/ e che metto qui perché potrebbe essere Mr. Grey. E poi mi arreda la pagina.

Raccontata così è l’unico modo per salvare l’ingenuità delle fantasie da adolescente di ritorno dell’autrice.

Non è un romanzo erotico. E’ piuttosto un Harmony esplicito, scritto male e fine a se stesso, che non genera nemmeno un fremito che non sia di indignazione per quanto è banale e prevedibile.

Qualcuna si sarebbe eccitata leggendo che per 17 volte quel manichino vestito sempre uguale guarda la scialba Anastasia con occhi ardenti, 15 volte con sguardo penetrante e 9 volte con occhi penetranti (la variante come colpo di teatro)?

Sì, le ho contate.

E che dire della genialata della vocina interiore che si esprime tra i doppi apici (“bla bla bla”) mentre le parole dette sono tra virgolette (<< bla bla bla >>)? All’inizio si fa confusione, alla lunga stucca così come quelle descrizioni sempre uguali degli amplessi (ovviamente sempre coronati da esplosioni orgasmiche puntuali, inarrestabili e perfette).

Il bellissimo, ricchissimo etc. presenta tutta una serie di stereotipi da eroe romantico. Tormentato, con evidenti segni sul corpo e nell’anima che lo spingono a esprimersi in questi termini: <<Tu. Sei. Mia>> e lei invece di fargli notare l’uso astruso di quella punteggiatura gli risponde, “disorientata dal suo fervore” <<Sì, tua>>

Due rintronati.

Evito volutamente di soffermarmi sull’aspetto più pruriginoso, e cioè sulle descrizioni delle pratiche che il mediocremente fantasioso (si può fare di meglio) Mr. Grey mette in atto con la insipida Ana (è così che lei si fa chiamare, non è colpa mia). Basti dire che siamo al confine tra il diario segreto di una fanciulla sprovveduta e i racconti di Intimità (della famiglia) di passata memoria.

Le ultime notizie dicono che ne trarranno un film.

Questo si chiama fare il botto con le botte e il colpo coi colpetti.

Ogni atomo del mio essere è concentrato sulla piccola centrale elettrica che ho in mezzo alle cosce. (sic!)

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7 pensieri su “Cinquanta. Sfumature. Di. Noia

  1. Hai fatto bene a fermarti al primo… sono arrivata al terzo e credo che gli Harmony siano di gran lunga migliori!!!! Ormai finisco di leggerli solo perché per principio finisco una lettura che ho iniziato. Concordo con tutte le tue osservazioni. Non c’è null’altro da aggiungere.

  2. Aggiornamento del 20 agosto: ho terminato tutta la trilogia nel tempo che ci metto a leggere 5 pagine di “Infinite Jest”. La bocciatura è quindi completa ora. Però certi successi danno da pensare.

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