Note pratiche di viaggio in ferrovia

Per spezzare la sequela di lamentazioni, voglio rinnovare la rubrica “Minuzie gioiose” complimentandomi con Trenitalia.loco

Finalmente, forse anche grazie alla competizione con Italo, qualcuno ha avuto la brillante idea di segnalare, sulle porte delle carrozze passeggeri, i numeri dei posti più vicini. Che poi è quello che succede sugli aerei, non è che sia servito un brainstorming apposito.

Si dovrebbero quindi evitare i corpo a corpo, le strusciate imbarazzanti con i viaggiatori che attraversano l’intero vagone per raggiungere i propri posti.

Ora siamo a posto, in senso letterale. L’omino registrato ci dice di aspettare il treno sul “marciappiede” all’altezza della nostra carrozza. Di far scendere i passeggeri in arrivo prima di salire, sennò tutti non ci si sta (e questo ci da la misura delle capacità intellettive della popolazione viaggiatrice) e, mi raccomando, di non superare la linea gialla, a meno di non essere in vena di romantici gesti alla Anna Karenina, ma consiglio caldamente altri metodi. Oltre che suicidi saremmo anche molto antipatici agli altri utenti.

All’arrivo nelle stazioni una voce stentorea ci avverte che, se vogliamo scendere, dobbiamo prepararci. Non è che pretendiamo di stare seduti fino all’ultimo, gridando “Un momento!” mentre raccattiamo i bagagli. Il Paradiso può attendere, la Freccia no.

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