Dannati fiorentini

Siamo alle solite.

“Dommage que ces derniers soient moins nombreux que les groupes à fanions et sandales qui zappent de trésors en trésors, rendant la ville parfois insup­portable. Files d’attente épouvantables, vendeurs impolis, commerçants escrocs, personnel des musées arrogant…”

Questo è un brano dell’ articolo pubblicato su Le Figaro del 9 luglio, sulla presentazione dell’ultimo romanzo di Dan Brown che si svolge in gran parte a Firenze. Non entro nel merito letterario; lo farò in seguito.

I' Domo e i' campanile di Giotto. (Foto mia)

I’ Ddomo e i’ Ccampanile di Giotto.
(Foto mia)

Vorrei invece affrontare un tema che periodicamente mi si ripropone, come una peperonata non digerita.

Sono i fiorentini maleducati, arroganti e, aggiungo io così si fa prima, presuntuosi? A onor del vero l’articolo parla dei bottegai e del personale dei musei, ma io allargo il giudizio (o pregiudizio) a tutto il popolo, perché tanto è quello che si dice in giro.

Dunque, io non sono nata a Firenze, ma ci vivo da quando avevo 14 mesi, indi per cui non sono fiorentina D.O.C.G., ma ne ho una qualche esperienza di vita.

Detto questo, ogni volta che mi viene fatta un’osservazione del genere (siete chiusi, siete snob), io domando, con sincera volontà di capire, da cosa lo evincano e soprattutto in che modo le altre cittadinanze viceversa dimostrino di essere aperte e alla mano. Chiedo esempi ed esperienze concrete.

Nessuno, e dico nessuno, è mai riuscito a spiegarmelo o a convincermi. Sicuramente è un mio limite. Sicuramente.

Ma a questo punto del cammino di nostra vita, qualche ipotesi l’ho formulata.

1. Non ci s’intende. Il fiorentino è (sempre parlando in soldoni) linguacciuto e poco incline ai salamelecchi, dotato di un umorismo corrosivo, spesso scambiato per cattiveria. Soprattutto da chi non sa rispondere a tono. E so bene che in questi casi ci si deve limitare; non sta bene sparare sulla croce rossa insomma, anche perché è troppo facile e di poca soddisfazione. Solo che a volte scappa la battutina sarcastica e uno ci resta male, ma non è mica colpa nostra.

2. Quella che viene definita “chiusura” è semplicemente riservatezza. Un vicino di casa che si presentasse alla porta con la torta di benvenuto, come si vede in certi film americani, a me parrebbe invadente. E ricordiamoci che spesso quei tipi lì si rivelano serial killer con le vittime a pezzi nel congelatore.

3. Mi sono sentita dire “E’ difficile fare amicizia coi fiorentini, si ritrovano solo tra di loro”. A questo non so che rispondere, io ho sempre faticato con tutti. In quanto agli inviti, ne ho sempre fatti pochi, è vero, ma con criteri selettivi che nulla avevano a che fare con la geografia. Non ho mai sentito nessuno dire “faccio una cena a base di finocchiona e pasta e fagioli, sicché te che sei di [località a piacere] ‘un tu ‘ppoi venire, sennò mi si contamina la purezza del DNA dei commensali”.

4. E se poi la falla fosse dall’altra parte? Se la chiusura fosse dell’accusatore piuttosto che (ammirate l’uso corretto della locuzione) dell’accusato? Ricordo le studentesse fuori sede quando, nell’altro secolo, andavo all’Università, stavano sempre tra di loro, in gruppetti – quelli sì – chiusi e serrati. Avevo un’amica di Taranto, con cui studiavo e andavo al cinema, ma le altre erano inavvicinabili. Evito qui di fare supposizioni, avranno avuto i loro motivi.

Concludo questa breve, incompleta e del tutto personale disamina con una riflessione che dovrebbe pacificare gli animi di tutti.

Sarebbe meglio che queste diatribe finissero, perché sono sterili e inutili.

Tenendo conto che i maleducati esistono, che gli arroganti esistono, che i presuntuosi esistono, dobbiamo però volerci bene, sentirci umani tra gli umani, fratelli tra i fratelli e cugini tra i cugini (i francesi), anche perché ai fiorentini d’essere definiti spocchiosi, snob, o brutti e cattivi, da fratelli e cugini, non gliene importa un fico secco.

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9 pensieri su “Dannati fiorentini

  1. Non ho idea di come siano i fiorentini perché ci sono venuta solo una volta per un giorno e il tempo non bastava per fare amicizia, ma secondo me è proprio questa vena sarcastica che fa spaventare chi non ha i mezzi per sostenerla. Ho idea che chi è ironico al punto giusto e sa apprezzare la sagacia con i fiorentini ci lega eccome.
    D’altro canto non posso credere che TUTTi i fiorentini siano spiritosi, arguti, caustici e bonariamente cattivi. Se lo sono davvero quasi quasi mi ci trasferisco perché amo le persone che giocano con le parole, ovviamente senza diventare davvero cattivi. Comunque al punto 3 ho riso davvero di cuore, ah ah…

    P.S. ah, che meraviglia l’uso consapevole di piuttosto che. Credo che ormai chi si rifiuta di usarlo al posto di “oppure” sia una razza in estinzione. Pensa che sto leggendo un blog sulla salute scritto veramente bene da una dottoressa ma purtroppo infarcito da “piuttosto che” senza nessun motivo e praticamente ad ogni post da “settimana scorsa” senza articolo. Ma sono solo io che sono particolarmente stronza e mi innervosisco per così poco?

  2. io sono fiorentino da generazioni….e i fiorentini non li sopporto :) Le cause? non saprei, molteplici. Negli ultimi anni li trovo sempre più superficiali e attenti solo ad apparire; magari però (anzi sicuramente) è un problema che riguarda un po’ tutto il Paese….

  3. Col cavolo scusa…. Io prima di trasferirmi qui a Firenze pensavo che il detto “Fiorentino: braccia corte e lingua lunga” fosse solo una diceria diffusa da chi ha un altro modello di comunicazione e che si trova male x questo, ma ho dovuto ricredermi…Sono sei anni che son qui, sei anni di agonia: cattiverie, alienazione, dicerie, maleducazione, insulti… E naturalmente x loro i cattivi sono gli altri , loro son sempre bravi.. Per non parlare della giustizia a” due pesi e due misure” collettiva (perché questo è il problema che non è un atteggiamento di qualcuno , ma della maggioranza..) e che si estende anche nel caso della prole: il loro bambino adorato che bestemmia a 5 anni distrugge il giocattolo di tuo figlio? beh la colpa è di tuo figlio, addirittura si sporca o si fa male mentre ti distrugge? Ti becchi gli insulti se nn i danni da pagare da parte dei genitori che x colpa di tuo figlio (cattivo) il loro cucciolo (bravo) si è fatto male)..x non dire dei famosi parcheggi sulle strisce pedonali… Sei un disabile e vuoi scendere dal marciapiede e cominci ad inveire? Ti rispondono che nn li devi disturbare villano (tu, loro no, educatissimi.. )

    • I maleducati purtroppo si possono trovare dappertutto. Mi dispiace molto che la tua esperienza personale (che quindi però non ha valore universale) sia stata negativa. Io vivo da oltre cinquanta anni a Firenze e non ho visto sempre e soltanto tutto il male che racconti. Sei stata certamente sfortunata.
      Ti auguro di riuscire a migliorare in qualche modo la tua situazione. (Ho dovuto rileggere questo post che ho scritto quattro anni fa perché non me lo ricordavo, ma continuo a essere d’accordo con me stessa). ;)

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