Nouvelle Vogue*

Mi piacerebbe molto essere una fashion blogger, di quelle giovani, magre e autorevoli. Mi piacerebbe inventarmi gli outfit, farli diventare un must, decidere le palette della prossima stagione, lanciando l’ocra abbinato al color piombo fuso screziato da cristalli purpurei.

Sostenere forme destrutturate nei capi spalla, con scriancrature oblique e cuciture a vista. E poi frange, molte frange, intorno a scollature scivolate e orli asimmetrici, con tessuti techno-pop e stivaletti in ecoplastica che richiamano le calzature delle donne Gaburi, un’antica popolazione mediorientale di cui si sono perse le tracce da circa 115 anni, 7 mesi e 2 settimane.

Per l'uomo freddoloso, che però vuol mostrare la dotazione di muscoli. Un caldo tricot che tutte le nonne vorrano confezionare per i propri nipotini.

Per l’uomo freddoloso, che però vuol mostrare la dotazione di muscoli. Un caldo tricot che tutte le nonne vorrano confezionare per i propri nipotini. Da indossare con disinvoltura (se ci si riesce).

Vorrei rilanciare la moda delle parrucche, dei toupet, dei nei finti e dei nasi di plastica. E al posto di borse e zaini, comodi contenitori multitasche unisex con base piatta da appoggiare sulla testa e da bloccare con cinghie sotto il mento. Il futuro dev’essere proiettato nello spazio siderale, su in alto.

Sarebbe bello introdurre lo strascico come elemento di rottura nella moda maschile.

Potrei dare un’inaspettata svolta glam a questo blog polveroso, immergermi nel superfluo – ma non inutile – mondo dell’apparire.

Un piccolo assaggio in questa immaginetta sulla destra, tratta da un sito che raccomando soprattutto nei periodi di depressione.

*Perché il francese da subito un tocco di classe.

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5 pensieri su “Nouvelle Vogue*

  1. Ho osservato attentamente il capo rappresentato nella foto ed ho elaborato una mia teoria: credo che lo stilista che lo ha creato abbia così voluto rappresentare la drammaticità della crisi che ci attanaglia, ossia: non solo le famiglie non riescono ad arrivare alla fine del mese, anche le magliaie non riescono ad arrivare alla fine del maglione.
    Questo concetto viene riproposto con maggior enfasi in un altro capo della sfilata che si può vedere al link, dove il modello viene addirittura mandato in passerella privo di pantaloni, a significare che ormai siamo rimasti in mutande.

  2. Detesto, profondamente, il fenomeno fescion (si, proprio fescion) blogger; d’altro canto, la moda odia profondamente me. Lo detesto, ma se tu scrivessi di moda in questa maniera, ti leggerei di sicuro. Il tizio tricot mi ha aperto un orizzonte. Dio mio che schifo, ahahaha!!

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