Utonti da asporto

Prendo spesso il treno, quasi ogni settimana. Ormai sono pratica di binari, ho imparato anche a orientarmi nella nuova stazione di Bologna, il cui progetto dev’essere probabilmente ispirato a un’opera di Escher.

Relativity, 1953

Relativity, 1953

Posso capire chi invece manchi di questa dimestichezza dovuta all’uso reiterato, e  più volte ho fornito volentieri un aiuto al viandante sperduto.

Fatte queste premesse però, mi domando come facciano, non dico a viaggiare, ma a vivere quotidianamente, quelli che:

1. non trovano il binario giusto perché non hanno l’accortezza di alzare lo sguardo verso i cartelli;

2. entrano nel panico quando si ferma il treno, perché non vedono il grosso pulsante verde illuminato da premere e se non ci fosse qualcuno dietro di loro, finirebbero al Brennero o a Salerno (dipende dalla direzione);

3. non trovano la carrozza per lo stesso motivo del punto 1;

4. non trovano il loro posto sulla carrozza perché non capiscono come funzioni la numerazione;

5. ultimi ma non meno importanti, quelli che pretendono di tenere il valigione extralarge da emigrazione o incastrato sotto il sedile al posto delle gambe, oppure nel bel mezzo del corridoio, in modo che gli altri da passeggeri diventino saltatori.

Da parte mia prometto di essere paziente e di insegnare a leggere i cartelli e pigiare i bottoni, se in cambio estenderanno il divieto di fumo e telefonini a banchine, scale mobili e ferme, corridoi e “marciappiedi” (come dice la voce registrata).

Prossimamente: i viaggiatori odiosi (me compresa, a volte).

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5 pensieri su “Utonti da asporto

  1. E farne una professione? Genius loci.

    In sostanza : dai posti troppo pieni e dalle informazioni troppe, ognuno si difende come può.

    Suggerimento per il fine settimana: se aspiri a nuove vette del vivere moderno, prova quella nuova di Reggio Emilia, intendo la Tav.

    Altro che Bergman.

    • Non frequento Reggio Emilia, ma l’idea di farmi sostentare con biglietti omaggio in cambio di assistenza ai viaggiatori bisognosi m’è venuta. Solo che – in teoria – ci sarebbero gli addetti in divisa per questo. Magari però io ispiro più fiducia… chissà. :)

      • Bando alle modestie: sai bene il successo che potresti riscuotere col tuo charme.
        Innumerevoli i format a tua disposizione, ne cito due a caso.

        – Railway Psy help : banchetto alla Lucy, ma attrezzato come un segway, per sfuggire alla forza pubblica, in assenza di licenza.

        – Approccio situazionista: ti collochi in punti strategici e generi psicodrammi nell’utenza.
        Molto Carmelo Bene.
        Si raccomanda make-up genere Callas in Medea.

        Ammetti che t’intriga. orsù :)

  2. Non vedo l’ora di leggere il post dei viaggiatori odiosi. Questo era fantastico come al solito soprattutto quando parli degli insopportabili fumatori da marciapiede che mi avvelenano già di prima mattina

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