Promemoria per i saldi

Sabato iniziano i saldi. Mi sono già segnata sull’agenda che non devo prendere altri impegni:  non vorrei rischiare di perdere i migliori affari solo perché una casalinga meglio organizzata arriva prima di me. Mi presenterò all’apertura dell’outlet agguerrita e motivata.

Ovviamente bisogna avere le idee chiare e sapere cosa conviene acquistare, per ottimizzare tempo e denaro. Ecco quindi che, prendendo spunto da questo articolo, vado a compilare la lista della spesa.

  • Cappotto maschile. Ce l’ho, vintage, anni ’90 per la precisione, uno rosso e uno nero. Dubito che quello rosso mi stia ancora, ma sta lì in vista di improbabili dimagrimenti. Quindi se è un capo spalla da avere nell’armadio io sono a posto.
  • Il bianco e nero. Sempre elegante, non c’è che dire, un classico dagli anni ’60 ad oggi, optical, zebra, scacchiera. Il gioco del contrasto per antonomasia, la luce e il buio, il bene e il male. Io però dovrò saltare questo punto, il bianco e nero a Firenze non è visto di buon occhio. (Sempre alè viola).

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    Completi stampati.

  • Borse-investimento. Nel senso che per comprare queste borse bisogna fare un investimento, ma il sabato la mia banca è chiusa.
  • Completo stampato. Di stampato uso poco anche i libri, grazie all’e-reader. Poi a ben guardare i pigiami proposti mi pare di non averne bisogno. Come? Non sono pigiami quelli?
  • Maculato. Non mi dispiace, a piccolissime dosi però: un accessorio, una rifinitura, un particolare. Oltre, il rischio “panterona di periferia” è troppo alto. Direi quindi che personalmente sono a posto, ma incoraggio l’uso dell’animalier centellinato. Ovviamente che sia solo stampato; sono per il pelo autarchico, io.

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    Abito a fiori.

  •  Fiori. L’abituccio fiorato smanicato è senza dubbio leggiadro, perfetto per fare provviste col cestino, come la donzelletta che vien dalla campagna. Meno adatto per andare al supermercato quando ci sono 10°C di temperatura (di massima). Inutile specificare che non dimoro in campagna.
  • Anfibi. Celo. Neri, duri, scomodi, indistruttibili. Difficili da rimpiazzare.
  • Abito da cocktail. A parte un bicchiere di vino durante i pasti conviviali, non sono avvezza al consumo di alcolici. All’obiezione che esistono cocktail analcolici, rispondo che per bere un crodino non serve un abito apposta.
  • Maxi tricot. Modestamente mi considero una reginetta del tricot, ho alle spalle una lunga militanza di lavoratrice ai ferri e quindi di maglioni giganti ne ho più di uno.
  • Lingerie. Dovrei rinunciare alla mia collezione di Sloggi a vita alta? Questa è cattiveria.
  •  Colori accesi. Che meraviglia il giallo e il rosa insieme, per non parlare di quell’arancio col viola! C’è
    Manca solo il verde col celeste (contadin che si riveste).

    Manca solo il verde col celeste (contadin che si riveste).

    un solo problema: non si intonano al mio colorito; inoltre vorrei mantenere un profilo medio-basso, sono una persona riservata.

  • Pizzo, non solo da sera. Mi raccomando. Non limitare l’uso del pizzo alla sera, è cheap. Il pizzo diurno sdrammatizza l’effetto velo da pia donna e gioca con le trasparenze. Aggiungerei come consiglio un tocco di velluto e damasco color oro, adattissimo per accompagnare i bambini a scuola. Non avendo bambini posso tranquillamente superare questo punto.
  • Sandali. L’idea di acquistare sandali il 4 gennaio è geniale (davvero, eh), ma io non indosso sandali dagli anni ’70. Passo.
  • Militare. Beh, su questo sono molto ferrata e fornita. Ho ancora materiale militare vero, eredità di babbo ufficiale. Andiamo avanti.
  • Bianco assoluto. Qui siamo in contraddizione col precedente bianco/nero. Annullato.

Fantastico. Sono talmente cool di mio che non ho nulla da dover aggiungere. Lascio le code, gli spintoni, le baruffe a chi pensa che una mutanda arancione possa fare la differenza.

Io andrò direttamente alla Lindt.

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2 pensieri su “Promemoria per i saldi

  1. Noto che mi hai saltato il metallizzato, come mai? Confessa: il metallizzato ti manca!
    Mannaggia manca anche a me, che di metallizzato c’ho soltanto la Zafira, e non la tengo neanche nel guardaroba. Ommioddio, domani devo assolutamente porre rimedio a questo disastro.
    Inoltre mi dicono che l’abito da crodino esiste, adesso non so come fare a postare la foto ma ci provo, è questo:

    • L’articolo era solo uno spunto, il metallizzato è un must che ovviamente possiedo da anni.

      Non dimentichiamoci che fu Versace a lanciare la maglia metallica per capi, adatti a tornei, caroselli e duelli. E io ho proprio un cache-col argenteo che dona luminosità al mio incarnato pallido da depressione progressiva.

      Alle mie gentili lettrici invece consiglio questo abitino-corazza. Possibilmente con lo stesso personale della Lucy.

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