Breaking Bad de noantri

“Ieri sera, dopo un lungo periodo di astinenza, alleviato da visioni casalinghe, sono tornata al cinema. Purtroppo era una di quelle multisala luccicanti e piene di caramelle, coi display come alla stazione, e le code come alla posta; ma per fortuna quando si spengono le luci, ci si può dimenticare che siamo lungo la tangenziale, circondati da centri commerciali e parcheggi.

Già da prima che uscisse ho desiderato vedere “Smetto quando voglio”; l’idea dei ricercatori precari e/o disoccupati che creano una banda di spacciatori mi solleticava parecchio. Per motivi personali.

Non che io sia mai stata coinvolta nella produzione o spaccio di droga, ma nella precarietà e nella disoccupazione dei ricercatori sì.

Il film si è mantenuto ai livelli delle mie aspettative, o speranze. E’ divertente, fa pensare, ben recitato, scorre via gioiosamente, parla di temi attuali e spesso drammatici con leggerezza ma non superficialità. Facce vere, attori semigiovani e conosciuti ma non troppo. Avrei da ridire su un paio di congiuntivi perduti sia dal personaggio del neurobiologo che dal poliziotto, ma posso chiudere un orecchio, per stavolta.

In conclusione non posso che consigliarne la visione, anche a coloro che, come me, apprezzano certe ottime serie televisive, alle quali il film strizza l’occhio con piacevoli rimandi.”smetto-quando-voglio-recensione

Questo è ciò che avrei scritto subito dopo la visione del film, o al più tardi questa mattina.

Se non che, un curioso episodio mi stimola ad aggiungere qualche ulteriore osservazione.

Nella pagina Facebook di Fandango, che ha prodotto il summentovato film (scusate ma sono sotto l’influsso manzoniano), sotto la notizia di un incontro con gli attori, una gentile utente aveva lasciato un commento di questo tenore (non ricordo le parole esatte): “Spero che qualcuno farà notare che il film è palesemente ispirato a Breaking Bad.” Al che io ho aggiunto (parole testuali, rimaste nel registro nelle mie attività); “L’ho visto ieri sera e ho avuto questo pensiero tutto il tempo! Però ciò non toglie che sia un film divertente e ben recitato”.

Orbene, dopo pochissimi minuti il commento è stato eliminato e con esso il mio.

Quindi userò questo post nel mio blog per affermare senza tema di censure, che “Smetto quando voglio” è un omaggio (e se non è così allora è una scopiazzatura) dall’inizio alla fine alla serie americana TV “Breaking Bad”, anzi, alla grandissima serie TV, perché è una delle migliori produzioni che si siano mai viste sui teleschermi di ogni tempo. A richiesta articolerò un’analisi dettagliata della mia affermazione; non lo faccio ora perché non voglio spoilerare e togliere quindi il gusto di andare a vedere il film.

(Comunque Sermonti è figo anche quando fa il coatto).