Il Sabato del Villaggio 2.0

Ispirata dalla lettura di questo fondamentale articolo, guidata da una pigrizia che potrebbe diventare proverbiale (aspiro all’immortalità), e soprattutto motivata da una certa ripetitività esistenziale, ripesco dai ricordi un antico post. barbarossa

Non è colpa mia se certi eventi si ripresentano pari pari uguali agli anni precedenti.

E poi faccio manutenzione.

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Un tranquillo week end di pianura

Rispondendo a una chiamata, ho partecipato, liberamente, al mio primo raduno ciclistico. (In questa frase c’è una bugia).

recumbent

I mezzi di locomozione a due e tre ruote ospitati in una ex palestra durante la notte.

Devo precisare che non si parla di comuni biciclette; ci sono le ruote (due o tre), il manubrio e un sedile che somiglia più a una chaise longue che a un sellino. I pedali, sebbene di foggia del tutto simile a quelli delle bici tradizionali, sono posti in modo da tenere i piedi più o meno per aria, facendo assumere al pedalatore una posizione reclinata o semireclinata. Da cui il nome “reclinate”. Cioè si guidano quasi da distesi. Non sono qui per spiegare il perché, ma oltre a un briciolo di bizzarria (per usare un eufemismo) si deve riconoscere alla posizione una serie di vantaggi fisici, tra cui la salvaguardia di parti del corpo di cui non si è abituati a parlare in società.

Questa introduzione è necessaria per visualizzare meglio la situazione. Una trentina di persone adulte che pedalano più o meno distese incolonnate, lungo strade secondarie, di paesello in paesello, nella piatta (in senso altimetrico) provincia di Ferrara. La reazione all’entrata nei centri abitati era assicurata. I più sensibili erano i vecchi, i bambini e i cani. I vecchi salutavano con grida festose come fossimo gli alleati liberatori. I bambini subivano più un effetto da “è arrivato il Circo in città”, e i cani abbaiavano di default, in presenza di figure sconosciute ed evidentemente minacciose per il proprio territorio.

pubblico anita

Il folto pubblico locale osserva entusiasta il velocipede momentaneamente accasciato al suolo.

Il chilometraggio del percorso totale dell’intero raduno ha raggiunto un valore a tre cifre. Abbiamo gaiamente pedalato su asfalto, strade sterrate, erba e sassolini, con un simpatico intermezzo fangoso all’interno dell’oasi naturalistica delle Valli di Argenta, dove abbiamo incontrato graziosi uccelli acquatici e affabili zanzare.

Da questa prima esperienza ho tratto molti insegnamenti, per esempio che quando si va in bicicletta poi si mangia parecchio, preferibilmente roba ad alto tasso calorico, che non si smaltisce nemmeno attraversando tutta la valle del Po sulle mani. Inoltre che i ciclisti non parlano d’altro che di attrezzature, marchingegni, catene, ruote e tutta quella roba lì, e infine che dormire in un letto a castello è un’esperienza molto divertente.

Se hai 12 anni.

Tu mi turbi, signorina.

Non poteva sfuggirmi la fuga di foto di alcune giovani (per fortuna) attrici americane discinte. Credo che a nessuno sia sfuggito, perché ci stanno massacrando da giorni con questo evento informatico/gossipparo.

Penso che le ragazze abbiano peccato solo di ingenuità, dimostrando una certa sprovvedutezza. Non è gente quella che ha bisogno di questo tipo di pubblicità, anche se devo ammettere che alcune non le avevo mai sentite nominare, ma io non faccio testo, sono anziana.

In un commento su Facebook ho trovato il link per vedere le foto di Jennifer Lawrence: sono carine, lei è bella e non volgare. Non so se questo cedere alla curiosità faccia di me una cattiva persona, perché quelle foto non erano destinate alla visione pubblica.

In questo caso chiedo scusa a Jennifer “I’m sorry, I’m so sorry” come direbbe un certo Doctor.

Fanno bene a perseguire legalmente l’invadente che si fa chiamare TheOriginalGuy, spero che lo puniscano, e che impari a farsi i selfie e i fatti suoi. Ognuno ha il diritto di fotografare la sua roba in santa pace.

Quando non esistevano le fotografie, le star di Hollywood si rivolgevano ai grandi pittori. Questo è di Ingres.

Quando non esistevano le fotografie, le star di Hollywood si rivolgevano ai grandi pittori. Questo è di Ingres.

Non mi interessano i motivi per cui la gente si fotografa senza vestiti addosso; anche solo per vedere l’effetto che fa, per me va bene, non è questo che mi turba nella vita. Mi disturbano le immagini dei morti, per esempio, le scene di decapitazione non mi lasciano indifferente, la violenza la reggo solo se è finta nei film.

Ma un sedere no.

Comunque, per sicurezza, le mie le tengo strette in un disco esterno, ben staccato da ogni rete. Il tizio originale è avvertito.

La sposa cristiana (rettifica)

Mi è stato graziosamente comunicato che il libriccino di cui ho parlato qualche tempo fa, ovvero La sposa cristiana, è una riedizione (riveduta e corretta, con l’imprimatur del 1946) di un testo francese risalente nientepopodimeno (che non vuol dire che non cammino ancheggiando) che al 1857, ad opera di questa Laure Comtesse de Barézia.

Il titolo originale è La femme selon le coeur de Dieu, dans la famille et dans le monde, pubblicato a Dijon.

Ringrazio quel pidocchioso che me l’ha fatto notare, che di solito non legge quello che scrivo, ma che si risveglia per cogliermi in fallo.