Mala tempora currunt.

C’è una scena in “Io e Annie” di Woody Allen in cui la madre porta il piccolo Alvy Singer dal dottore perché è diventato depresso e indolente, e alla domanda del medico “Perché sei depresso Alvy?”, il bambino risponde “L’Universo si sta dilatando” e la madre arrabbiata “Ma sono affari tuoi questi?”. *

Ecco, attualmente io sono Alvy Singer.

Elenco delle cause di ansia in ordine casuale: il futuro, il clima (caldo, freddo, pioggia, neve, vento), le deviazioni (di qualsiasi tipo), Donald Trump, le scadenze e gli orari, la Borsa, l’assemblea di condominio, la malattia di mia madre, il razzismo, il sessismo, il finto buonismo, il vero cattivismo, i ragazzi nella grotta in Thailandia, Kim Jong-un, gli ingorghi, i ritardi, la burocrazia, il rossetto che sbava, i migranti che affogano, le massaie che non mettono il divisore sul nastro delle casse al supermercato, C. che non risponde al telefono, C. che viaggia in aereo e in elicottero, aspettare l’autobus, aspettare qualsiasi cosa, fare la coda, ritirare i risultati degli esami medici, le armi, le scarpe non intonate alla borsa, l’attuale Governo.

E così, quando mi si parano davanti tutte affastellate insieme, se riesco a chiedermi “Ma sono tutti affari tuoi, questi?” rispondo “Sì, tutti. Tutti”.

Il titolo, per i non avvezzi al latino, si traduce in toscano popolare con “L’è maiala”.

*Qui c’è la scena completa.

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