Dispar condicio

Ho bisogno di uno spazio tranquillo per ragionare su una certa cosa. Quale posto più accogliente del mio blog?

Nel gruppo di Facebook, che carinamente l’amica Rossa mi ha chiesto di amministrare con lei, si è scatenata una polemica sull’imparzialità della moderazione applicata su certi commenti.

Il gruppo ha come tema centrale la lingua italiana, o meglio, gli errori e gli orrori che si leggono e si sentono in giro. Un tema neutro, uno potrebbe pensare. Sbagliato. La lingua è anche molto politica e, se si vuole (e sottolineo se), offre facili appigli a dichiarazioni, battute, esternazioni al limite dell’insulto.

E questa è la premessa.

Ora si dà il caso che, come molte altre persone, perfino io abbia delle preferenze in politica. O meglio, delle s-preferenze (so che non si dice, ma qui sono nel mio blog e scrivo quello che mi pare). È facile quindi capire che di fronte alla battuta malevola su uno strafalcione linguistico di Salvini (tanto per fare un esempio) non mi faccia né in qua né in là, anzi, se sono di buonumore mi scappa pure un “mi piace”. Questa azione apparentemente semplice e innocua, viene registrata e giudicata dagli ipotetici (sia ben chiaro, è una storia romanzata, questa) sostenitori filo-leghisti (o di destra, o di… che ne so. Magari sono solo scassamaroni patentati).

I quali poi notano (forse hanno un quadernino nero in cui prendono appunti) che la stessa reazione condiscendente non si ha quando insulti (e per me idiota è un insulto, non so per voi), battutine stizzite e spesso gratuite, vengono rivolte verso altri personaggi di altre correnti politiche.

È vero. Io non sono imparziale. Io non sono equidistante. Per me non sono/siamo tutti uguali. Sono una che sceglie da che parte NON stare, perché l’imparzialità è di chi non ha opinioni o di chi, ipocritamente, finge di non averle.

Se fossi un Giudice sarebbe un problema, ma non devo decidere della vita e della morte di nessuno. Quindi continuerò ad avere delle opinioni e a essere di parte. E se non sono dalla parte che piace agli altri, pazienza. Essere popolare non è mai stato uno dei miei obiettivi.

E ora beccatevi pure la canzone.

E poi ti dicono tutti sono uguali

tutti rubano alla stessa maniera

ma è solo un modo per convincerti

a restare in casa quando viene la sera.

La stagione dell’amore viene e va. E le altre?*

*Questo post è stato scritto e pubblicato nel gennaio del 2007. Non ricordo se si parlasse di riscaldamento globale, ma evidentemente ero già in allarme.
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Fa caldo, il deserto avanza e non si sa più dove metterlo. La gente è contenta, si mette la giacchettina invece del cappotto, pensa già alle vacanze, come se fosse una questione di temperatura e non di calendario. Qualche giorno fa in TV intervistavano alcuni cittadini milanesi, gioiosi per l’inconsueto clima. Ce ne sarà stato uno che mostrava un certo fastidio, uno solo. A me il caldo non piace. L’estate è da oziosi, per gente senza fantasia. Cerco l’inverno tutto l’anno e che fa? non arriva? salta il turno?

Posso anche soprassedere sul fatto che non posso indossare i miei maglioncioni a collo alto, ma gli effetti sulla flora e sulla fauna mi preoccupano. Gli orsi non vanno il letargo. I ghiacci si squagliano. Gemmea l’aria. Anacronistiche fioriture. Roba da dover riscrivere tutto il Sesto Caio Baccelli.

image

Ma è ovvio che sia così. Siamo beati inquinatori automuniti, troppo pigri e stupidi per capire che tutti avremo la fine che molti si meritano. Però andremo al mare a marzo, impagabile vantaggio.

L’effetto serra ci uccide
ma noi siamo contenti,
coi nostri vestimenti
leggeri,
e i freschi pensieri
che l’anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
m’illuse, che oggi t’illude,
Coglione.

Usi, costumi e maglioni.

Sto vedendo in giro un sacco di foto di maglioni natalizi. Non ho idea da quando esista questa usanza, e ho il sospetto che non esista affatto, almeno in Italia. Credo che sia l’ennesima tracimazione anglosassone, e chissà se prima o poi arriveranno anche i Christmas Crackers dei britannici. La BBC insegna.

DW Xmas

Il grande Capaldi festeggia il Natale con Clara nella linea temporale in cui riesce a invecchiare, pora stella. (Doctor Who, Last Christmas, speciale del 2014).

Il maglione più vicino all’idea di “Christmas pullover” che possiedo è quello nella foto. Mi guardo bene dall’indossarlo, ma lo conservo a imperitura memoria (o almeno finché non se lo mangiano le tarme) di quando, in epoca pre-internet, avevo il tempo e la voglia di lavorare a maglia.

maglione rosso

Buon Natale.

Vedere voci*

Ho celebrato la vigilia di Natale al cinema: finalmente dopo una settimana ho visto Star Wars – Il risveglio della Forza.

Non ho intenzione di scrivere una recensione, nemmeno nell’accezione più diffusa nel web, dove si leggono quasi solo riassunti, scritti spesso in un italiano discutibile.

Il film mi è piaciuto molto, e me lo sono goduto in modo particolare prima di tutto perché ero in un cinema molto bello, l’Odeon di Firenze, e poi perché era in versione originale con i sottotitoli in italiano. Una situazione perfetta per me, che ormai mi sono disabituata al doppiaggio, e anche per mio fratello con cui l’ho visto, che certamente riesce a seguire meglio leggendo, che ascoltando qualsiasi lingua, perché è quasi totalmente sordo.

Mi auguro che questa usanza prenda piede sempre di più, non me ne vogliano i doppiatori. Anzi, non capisco perché le associazioni di non udenti non chiedano più sottotitoli invece della lingua dei segni, che è meno applicabile, meno conosciuta e quindi più ghettizzante.

kylo ren

Non è bellissimo, è un tipo, ma addirittura mettersi quel mascherone nero…

Un’unica osservazione sul film: ma perché questa mania delle maschere? Darth Vader la portava per un motivo preciso, non sarebbe sopravvissuto senza, ma Kylo Ren ha la faccia, potrebbe farne a meno. Inoltre aspettavo di vedere Gwendoline Christie (Brienne di Game of Thrones), e ho aspettato finché ho capito che non l’avrei mai vista. In questo caso la voce mi ha aiutato: anche lei era sigillata dietro un mascherone.

captain-phasma-star-wars-episode-7-force-awakens-cast

Questa è Brienne, chi l’avrebbe riconosciuta senza sentire la voce?

Da brava amante delle serie TV ho inoltre riconosciuto Greg Grunberg di Heroes e Ken Leung di Lost.

Mi sto impegnando a non fare il benché minimo spoiler, anche se la rivelazione che mi aspettavo di più non è arrivata. Confido nel prossimo episodio, perché la Forza si è risvegliata e non credo che si addormenterà di nuovo molto presto.

*Titolo ripreso da un libro di Oliver Sacks, che non consiglio.

Chi mi ama, mi segua. (Ma non aspettatevi miracoli)

Lo so che non è la stessa cosa.

Ma per motivi vari e di vario genere, l’aggiornamento del blog in questo periodo mi risulta estremamente faticoso.

Non che sia impossibile una visione ironica nelle sale d’attesa di ambulatori e ospedali, o tra gimkane di appuntamenti per visite ed esami medici. Magari in autunno, con un clima più favorevole, riuscirei anche a sorriderne. Ma, come nella migliore tradizione personale, l’insorgenza di emergenze mediche in famiglia è molto più probabile durante l’estate, meglio se caratterizzata da fenomeni climatici meritevoli di nomi mitologici.

Dicevo, lo so che non è la stessa cosa, ma ci sarebbe la mia pagina su Facebook da seguire, dove mischio senza impegno la vita “reale” (quella fatta di ciccia e accadimenti) con quella “virtuale”, abbastanza vuota anch’essa, a onor del vero.

La segnalo qui, senza impegno, come si aggiunge un’ultima notizia volante dopo aver già salutato.

pagina facebook, avatar

Clicca la foto (se ti va).

Report di fine anno. Il trionfo dell’infografica.

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2014 per questo blog.

[Scusate, la storia dei folletti non è mia ovviamente, viene in automatico. La lascio perché, al momento, non mi viene nulla di alternativo. Tenetevi i folletti.]

Ecco un estratto:

Una metropolitana a New York trasporta 1 200 persone. Questo blog è stato visto circa 6.500 volte nel 2014. Se fosse una metropolitana di New York, ci vorrebbero circa 5 viaggi per trasportare altrettante persone.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.