Tu mi turbi, signorina.

Non poteva sfuggirmi la fuga di foto di alcune giovani (per fortuna) attrici americane discinte. Credo che a nessuno sia sfuggito, perché ci stanno massacrando da giorni con questo evento informatico/gossipparo.

Penso che le ragazze abbiano peccato solo di ingenuità, dimostrando una certa sprovvedutezza. Non è gente quella che ha bisogno di questo tipo di pubblicità, anche se devo ammettere che alcune non le avevo mai sentite nominare, ma io non faccio testo, sono anziana.

In un commento su Facebook ho trovato il link per vedere le foto di Jennifer Lawrence: sono carine, lei è bella e non volgare. Non so se questo cedere alla curiosità faccia di me una cattiva persona, perché quelle foto non erano destinate alla visione pubblica.

In questo caso chiedo scusa a Jennifer “I’m sorry, I’m so sorry” come direbbe un certo Doctor.

Fanno bene a perseguire legalmente l’invadente che si fa chiamare TheOriginalGuy, spero che lo puniscano, e che impari a farsi i selfie e i fatti suoi. Ognuno ha il diritto di fotografare la sua roba in santa pace.

Quando non esistevano le fotografie, le star di Hollywood si rivolgevano ai grandi pittori. Questo è di Ingres.

Quando non esistevano le fotografie, le star di Hollywood si rivolgevano ai grandi pittori. Questo è di Ingres.

Non mi interessano i motivi per cui la gente si fotografa senza vestiti addosso; anche solo per vedere l’effetto che fa, per me va bene, non è questo che mi turba nella vita. Mi disturbano le immagini dei morti, per esempio, le scene di decapitazione non mi lasciano indifferente, la violenza la reggo solo se è finta nei film.

Ma un sedere no.

Comunque, per sicurezza, le mie le tengo strette in un disco esterno, ben staccato da ogni rete. Il tizio originale è avvertito.

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Nouvelle Vogue*

Mi piacerebbe molto essere una fashion blogger, di quelle giovani, magre e autorevoli. Mi piacerebbe inventarmi gli outfit, farli diventare un must, decidere le palette della prossima stagione, lanciando l’ocra abbinato al color piombo fuso screziato da cristalli purpurei.

Sostenere forme destrutturate nei capi spalla, con scriancrature oblique e cuciture a vista. E poi frange, molte frange, intorno a scollature scivolate e orli asimmetrici, con tessuti techno-pop e stivaletti in ecoplastica che richiamano le calzature delle donne Gaburi, un’antica popolazione mediorientale di cui si sono perse le tracce da circa 115 anni, 7 mesi e 2 settimane.

Per l'uomo freddoloso, che però vuol mostrare la dotazione di muscoli. Un caldo tricot che tutte le nonne vorrano confezionare per i propri nipotini.

Per l’uomo freddoloso, che però vuol mostrare la dotazione di muscoli. Un caldo tricot che tutte le nonne vorrano confezionare per i propri nipotini. Da indossare con disinvoltura (se ci si riesce).

Vorrei rilanciare la moda delle parrucche, dei toupet, dei nei finti e dei nasi di plastica. E al posto di borse e zaini, comodi contenitori multitasche unisex con base piatta da appoggiare sulla testa e da bloccare con cinghie sotto il mento. Il futuro dev’essere proiettato nello spazio siderale, su in alto.

Sarebbe bello introdurre lo strascico come elemento di rottura nella moda maschile.

Potrei dare un’inaspettata svolta glam a questo blog polveroso, immergermi nel superfluo – ma non inutile – mondo dell’apparire.

Un piccolo assaggio in questa immaginetta sulla destra, tratta da un sito che raccomando soprattutto nei periodi di depressione.

*Perché il francese da subito un tocco di classe.