Tu mi turbi, signorina.

Non poteva sfuggirmi la fuga di foto di alcune giovani (per fortuna) attrici americane discinte. Credo che a nessuno sia sfuggito, perché ci stanno massacrando da giorni con questo evento informatico/gossipparo.

Penso che le ragazze abbiano peccato solo di ingenuità, dimostrando una certa sprovvedutezza. Non è gente quella che ha bisogno di questo tipo di pubblicità, anche se devo ammettere che alcune non le avevo mai sentite nominare, ma io non faccio testo, sono anziana.

In un commento su Facebook ho trovato il link per vedere le foto di Jennifer Lawrence: sono carine, lei è bella e non volgare. Non so se questo cedere alla curiosità faccia di me una cattiva persona, perché quelle foto non erano destinate alla visione pubblica.

In questo caso chiedo scusa a Jennifer “I’m sorry, I’m so sorry” come direbbe un certo Doctor.

Fanno bene a perseguire legalmente l’invadente che si fa chiamare TheOriginalGuy, spero che lo puniscano, e che impari a farsi i selfie e i fatti suoi. Ognuno ha il diritto di fotografare la sua roba in santa pace.

Quando non esistevano le fotografie, le star di Hollywood si rivolgevano ai grandi pittori. Questo è di Ingres.

Quando non esistevano le fotografie, le star di Hollywood si rivolgevano ai grandi pittori. Questo è di Ingres.

Non mi interessano i motivi per cui la gente si fotografa senza vestiti addosso; anche solo per vedere l’effetto che fa, per me va bene, non è questo che mi turba nella vita. Mi disturbano le immagini dei morti, per esempio, le scene di decapitazione non mi lasciano indifferente, la violenza la reggo solo se è finta nei film.

Ma un sedere no.

Comunque, per sicurezza, le mie le tengo strette in un disco esterno, ben staccato da ogni rete. Il tizio originale è avvertito.

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Inciampi

Se il mese scorso dal coiffeur sono stata sfiorata dal divino, questa volta il livello si è di molto abbassato. Approfittando del fatto che ero senza lenti e senza occhiali, ho finto di non riconoscere nel mio vicino di poltrona un cantantino di poco valore.

E in effetti all’inizio non lo avevo notato né riconosciuto, fino a quando non ho sentito cosa diceva. E cioè che criticare il Presidente del Consiglio è come sparare sulla croce rossa, e che a lui piace. Al che ho drizzato le orecchie. Ma chi è ‘sto cialtrone?- ho pensato.

Poi ho capito.

Che cosa ci si potrebbe aspettare da uno che scrive canzoni demagogiche con bambini, piccioni e nonni?

Si fa ma non si dice

Oggi, 1° agosto, oltre ad essere il compleanno dell’astrociclista (nonché trombettista, ma ultimamente un po’ meno) è il primo giorno che non leggo aggiornamenti sulla vicenda amorosa dei nuotatori.

Non mi interessa lo specifico, che mi pare banalotto, già visto e logorato da quando l’uomo (e la donna) si sono evoluti (diciamo così) sulla crosta terrestre.

La cosa che mi fa porre alcune domande è questa smania di esternazione che prende certuni a proposito dei propri personali affari di cuore. Io credo che sarebbe molto saggio mantenere sempre un profilo basso, senza flash e occhi di bue puntati addosso. E non penso solo alle celebrità, ma in generale a tutti noi.

Celate le passioni, dunque!

Posso capire che quando uno è contento perché ha il fidanzato nuovo non abbia problemi a dirlo in giro. Se poi il fidanzato è uno figo e magari ricco e famoso ancora di più, perché di riflesso il messaggio è “io sono bella e brava, perché mi sono meritata sto popo’ di personaggio, ha scelto me e quindi vuol dire che son piena di virtù”. Penso per esempio alla Canalis che, vero o costruito che sia, per due anni ha vissuto il ruolo di pupa del divo di Hollywood e – immagino – se l’è spassata parecchio.

Il problema nasce quando le cose non vanno più tanto bene, e soprattutto quando si arriva alla separazione. Ecco che, così come tutto il mondo sapeva quanto eri felice e fortunata, ora sa che forse sei una rompiballe, oppure che sei stata sostituita da un’altra (cosa che a me personalmente provocherebbe irritazione massima); qualunque sia il motivo tutti sanno che non te la passi più tanto bene. Naturalmente il discorso si può ribaltare per la controparte, non fa differenza.

Siccome se si comincia a esternare è difficile smettere quando non ci garba più, io ritengo opportuno e consigliabile uno stile di vita più schivo, meno strombazzato, meno dichiarato. Sono per gli accoppiamenti in sordina, un po’ di soppiatto, mai ufficializzati, con gli occhiali scuri e il naso finto, a protezione della propria vita dalle intrusioni altrui.

Come appendice finale, una breve riflessione sul costume in uso in Second Life, di dichiarare nel proprio profilo lo stato di accoppiamento. Dato il carattere transitorio di tale stato (è la vita, prima o seconda che sia), l’aggiornamento continuo crea un effetto “Beautiful” spassoso per chi legge, ma ridicolo per chi lo vive. Consiglio quindi, anche in questo caso, di attivare una modalità riservata per i propri affari amorosi. Spero altresì che questo consiglio non venga seguito perché io a leggere le scemenze nei profili altrui mi diverto parecchio.