E il web si commuove (io no).

Il video che sta facendo versare lacrime di commozione al web in questi giorni è la pubblicità tedesca di un supermercato.

Un anziano genitore per costringere i figli a raggiungerlo per Natale, simula la propria morte, così che i presunti orfani, accorsi per il funerale, trovano invece la tavola apparecchiata e il padre vivo, vegeto e pronto a festeggiare in famiglia.

Ovviamente il messaggio è che i figli sono egoisti e il babbo, poverino, è costretto a questa patetica messa in scena per non passare il Natale tutto solo, a differenza del suo vicino di casa. Per un Natale in famiglia fate la spesa al supermercato Compraben.

Messaggio ricevuto.

Concentriamoci ora sui fatti narrati. I tre figli, che avevano già declinato l’invito, vengono raggiunti dalla ferale notizia e sono costretti a lasciare tutte le loro attività e i loro impegni per vestirsi di nero e precipitarsi al funerale del padre.

La figlia aveva prenotato una vacanza con la famiglia, aveva pagato la caparra all’albergo, promesso ai bambini di portarli a vedere la casetta di Babbo Natale. Il figlio medico deve chiedere a un collega, pronto a partire per i Caraibi, di sostituirlo, con tutte le conseguenze del caso, comprese numerose imprecazioni in tedesco. Il terzo figlio, un uomo d’affari che si trova a Hong Kong per concludere un contratto del valore di svariati milioni di euro, nel macchinone con autista, piange (non si sa se per il babbo morto o per l’affare sfumato).

Straziati dal dolore, i fratelli giungono alla casa paterna, si abbracciano e piangono.

Ma, invece di corone di fiori trovano l’albero di Natale, e le candele non sono accanto alla salma ma sulla tavola apparecchiata.

Ed ecco, colpo di scena, che fa capolino il babbo, vivo. “Come avrei potuto farvi venire qui tutti insieme?”.

Ovviamente la storia finisce bene, è una pubblicità. Ma nella realtà si sarebbe rischiato un colpo apoplettico collettivo. O almeno un malore per il più emotivo della famiglia. Chi pecca quindi di maggiore egoismo, i figli che trascurano l’anziano genitore o il vecchio machiavellico che mette in scena la propria morte per un pranzo in compagnia? E ai problemi che ha creato non ci pensa? Alla caparra perduta, all’accordo annullato, al rapporto tra colleghi che ormai si è guastato?

Infine, vogliamo parlare dell’effetto “al lupo, al lupo” che si è generato? Quando succederà davvero, Ulrike chiamerà i fratelli “Hai saputo? È morto di nuovo, ma stavolta non ci caschiamo. Eheheh”. Non ci sarà nessuno a dargli l’estremo saluto.

E il web si commuoverà, ancora una volta.

Ricordate, Supermercato Compraben, fa resuscitare i morti!

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Quel tonno di Kevin

Dear Kevin,

posso chiamarti Kevin? In fondo ci divide meno di un decennio e condividiamo il segno zodiacale. Lo so che non conta niente, ma era per rompere il ghiaccio.

Mi ricordo di te, o Kevin, fin dal tuo esordio in uno dei miei film cult, anche se Il grande freddo racconta un’altra generazione, ma io amo il vintage e poi la colonna sonora è meravigliosa. E anche William Hurt che fa il reduce impotente.vlcsnap-2014-05-31-16h32m14s244

In quel film veramente di te si vedevano solo dei pezzetti mentre ti acconciano per il funerale, in particolare i polsi che il tuo personaggio (Alex, un altro punto di contatto) aveva tagliato prima dei titoli di testa. L’abbiamo saputo dopo che eri tu, pretesto invisibile per la riunione di un gruppo di amici thirty-something alle prese coi ricordi, i cambiamenti e il tempo che passa.

Il tempo passa, Kevin, tutti cambiamo. Anche tu sei cambiato, sei invecchiato, ma con grande classe, e sei ancora bello. Hai fascino da vendere. Credo che non ti mancheranno le proposte di ogni genere, intendo lavorative. Sai, i film, Kevin, quei filmoni hollywoodiani con gli inseguimenti e i complotti, o le storie d’amore, o le avventure coi cowboys e gli indiani.

Oppure una bella serie TV, ne stanno producendo di grandissima qualità. Hai presente Breaking Bad, True Detective o ultimamente Fargo? Ecco, sono solo esempi, ma ti ci vedrei benissimo in un poliziesco seriale. Informati. Chiedi al tuo agente. Oppure preferisci il fantasy? Vuoi che George R. R. Martin non abbia creato un re o un cavaliere che tu possa interpretare?

Tu potresti ribattere che proprio io mi permetto di dirti queste cose, che sono anni che non trovo uno straccio di lavoro. Lo so, Kevin, la situazione è drammatica, ma non sono un’attrice, non più, paradossalmente sarebbe stato meglio. Guarda piuttosto Jane Fonda, che interpreta la proprietaria della rete televisiva in The Newsroom, altra grande serie.  kevin-con-tonno

Insomma, Kevin, non ci posso credere che tu abbia trovato solo lo spot del tonno per fare un po’ di soldi! Non ci credo. Licenzia il tuo agente, fai qualcosa, ribellati! Dì che è stato un errore, che avevi frainteso, che sei onesto e onori gli impegni presi, ma ora abbandona il tonno agli attori di serie B, per favore. Il tonno no, Kevin, no.

Sinceramente e stimatamente.

Ironica

P.S. Ora, Kevin, mi potresti contestare che Bryan Cranston ha fatto la pubblicità a una nota pomata per le emorroidi. Ma era giovane, all’inizio della carriera. Ora è fottutamente cazzuto e come minimo recita con Godzilla, non con un tonno.

Bryan Cranston in uno spot pubblicitario degli anni '80. Sì quella che ha in mano è la cremina per le emorroidi.

Bryan in uno spot pubblicitario degli anni ’80. Sì, quella che ha in mano è la cremina per le emorroidi, embè?

 

Una patata d’annata

Da pochi giorni circola un nuovo spot televisivo con Rocco Siffredi. Il celebre attore di genere, compare con un’automobile vintage e si aggira in mezzo a una moltitudine di donne giovani e attraenti. Nel mentre declama le virtù delle patatine, di quelle di una volta, fatte ad arte.

Il video è questo, per chi non ce l’avesse presente.

A parte il doppio senso, ormai abusato ma funzionante, la cosa che salta agli occhi è la presenza inquietantissima di una specie di fantasma uguale a Ornella Muti dei tempi migliori. Il lancio dello spot però è stato fatto senza specificare particolari accorgimenti tecnici, semplicemente con Rocco Siffredi e la partecipazione di Ornella Muti.

Ora, con tutta l’ammirazione per la grande bellezza dell’attrice, se c’è una cosa che è davvero democratica è il tempo: passa per tutti. Quella che si vede nel video è una Muti degli anni ’80, quando anche chi sta scrivendo era liscia e giovane (anzi, liscia e più giovane di lei). Inoltre, senza avere particolari competenze tecniche, si intuisce un intervento digitale, che lascia presagire che in realtà la Muti potrebbe non aver mai partecipato a nessuna ripresa col mitico Rocco.

Mi chiedo quindi se la scelta di associare la Muti anni ’80 alle patatine di una volta, sia un ammiccamento ironico. E se lei l’abbia capito.

Riflettendo con alcuni amici più competenti di me su Facebook sono arrivata a varie conclusioni. Una delle quali è che in questo sabato pomeriggio non ho proprio nulla da fare.