Fields of gold (e anche le olive)

Sono stata una delle prime a intercettare, attraverso un articolo del Telegraph, la notizia che tanto sta animando bacheche e chiacchiericci di questa estate in declino (faccina contenta).

Gli sberleffi stanno tracimando da giorni, il povero (in senso figurato) Sting ha ricevuto talmente tanti inviti a recarsi in luoghi poco carini, che se gli insulti fossero come i dischi venduti, meriterebbe il “vaffanculo di platino”.

Ma vorrei qui, con calma, riparata dai venti un po’ beceri che soffiano nelle reti sociali, riflettere a mente fredda sulla notizia.

Sting offre una giornata in campagna, nella sua lussuosa tenuta, in cambio di un biglietto d’ingresso, per così dire, di circa 260 euro. Tra le attività previste c’è anche una sessione di raccolta delle olive. È questo che ha scatenato la rete (e il web si infiamma): pensare di pagare per esercitare un’attività che di solito invece viene retribuita.

Io stessa ho sollevato qualche ironica (ovviamente) critica, rammaricandomi di non potermi permettere di lavorare per Sting perché sono disoccupata. Un corto circuito per amor di battuta.

Ma dubito che i partecipanti (ché ce ne saranno, oh se ce ne saranno) usciranno da questa esperienza stremati per la stanchezza, né proveranno sulla propria pelle la durezza del lavoro nei campi. Credo piuttosto che Sting abbia colto l’essenza della parola “agriturismo”: vuoi vedere cosa si fa in un’azienda agricola, vuoi passare del tempo in un posto da sogno, vuoi provare a fare l’allegro contadino? Puoi venire a casa mia, ma per questo, paghi.

A mio parere non c’è nulla di male, anche se trovo la cifra eccessiva.

A meno che, compreso nel prezzo, non sia previsto un concerto live e una seduta di sesso tantrico.

Comic Con tanta carne

Sto facendo il pieno di video dal Comic Con concluso da pochi giorni. Sopraffatta dalla lussureggiante abbondanza di muscoli e bellezze maschili (curiosamente quelle femminili sono in netta minoranza, ma chi se ne importa), festeggio il primo giorno di agosto che coincide col genetliaco di uno che non è molto muscoloso, non è un supereroe e non ha mai voluto accompagnarmi a San Diego. Il vantaggio è che non legge il blog, e quindi posso dirne tutto il male che voglio.

Nel video qui presente, dedicato alla Marvel, l’entrata del cast degli Avengers, con Robert Downey Jr al minuto 14:42, vale tutto il panel.

È bello ciò che piace. A chi?

Lascio a quelli più esperti di me (e ci vuol poco) la cronaca e il commento critico dell’edizione di Pitti Immagine Uomo che si conclude oggi a Firenze. Anche quest’anno si sono visti in circolazione buffi omini coi pantaloni stretti e corti, stravaganti cappelli e barbe colte (o coltivate). Non ho mai ben capito chi siano e cosa facciano nella vita, se siano critici di moda, giornalisti, modelli, ragionieri o figuranti. Fatto sta che per qualche giorno è bello averceli tra i piedi, con la certezza che poi torneranno a casina loro.

Consapevole del giro di affari che la moda rappresenta, e dei posti di lavoro, e delle famiglie che vivono dei proventi della moda, provo un autentico rispetto per il settore. Ma non solo. Ammiro la moda quando è bella, e non sono insensibile al lato artistico della creazione.

Non dimenticherò mai la mostra degli abiti di Roberto Capucci (mi pare che fosse alla Galleria del Costume nel Giardino di Boboli, bellezza contenuta in altra bellezza), molti anni fa. Ci andai da sola, e mi godetti ogni plissè, ogni ardito accostamento di colore. Ora esiste una fondazione all’interno di Villa Bardini, che mi propongo di visitare quanto prima.

Valentino in bianco e nero. Roma, luglio 2007.

Valentino in bianco e nero. Roma, luglio 2007.

E non dimenticherò nemmeno la splendida mostra del 2007 all’Ara Pacis a Roma, per i 50 anni di carriera di Valentino. Riuscii a infilarmi, non so nemmeno io come, all’inaugurazione coi VIPs, e ancora rido.

Orbene, fatte queste premesse, guardo la foto sottostante scattata negli scorsi giorni alla Fortezza da Basso e mi domando, come tutti, immagino: Perché?

Credits Sowire Studio.

Credits Sowire Studio.

Chi è stato? Chi si cela dentro questo pigiamone-burka total body? Quale dovrebbe essere il significato? A occhio mi pare fatto a maglia, quindi potrei riprodurlo a gentile (ma molto gentile) richiesta. In cambio voglio un pass per la prossima edizione.

E poi si ride davvero.

Bus Fashion

È bello andare in giro in mezzo alla gente, si vedono tante belle cose.

Per esempio, qualche tempo fa, su un mezzo di trasporto urbano locale, qui familiarmente chiamato autobusse, ho potuto osservare questo esempio di indumento per le parti basse, che potrei definire una gonna-pantalon-bracone.

"Brancaloni"

“Bragoncaloni”

Era indossato da un giovane maschio, apparentemente appena maggiorenne o poco più grande, con lunghi dreads (si intravedono nella foto), di cui non saprei fornire altre caratteristiche, dato che ero totalmente rapita da questo oggetto in tela di jeans che pendeva dai fianchi e si accasciava verso il pavimento. A occhio il cavallo era ad altezza polpaccio, e donava al portatore un aspetto confuso e informe.

Avrei voluto vederlo camminare, saltare, sedersi, salire e scendere le scale, insomma tutte quelle attività motorie di base che gli umani svolgono quotidianamente, per comprendere come un indumento del genere possa favorire o intralciare la deambulazione.

Voglio provare a immaginare i vantaggi di un tale manufatto tessile.

Si può ingrassare senza dovervi rinunciare perché “tira” sulla pancia. Inoltre l’areazione interna è adatta per i periodi più caldi, e viceversa quando fa freddo, si può indossare con una calzamaglia al di sotto.

Non mi viene in mente altro.

Avrebbe potuto essere mio figlio, anagraficamente parlando. E invece no.

Un brivido di sollievo mi trapassa e mi conforta, in questo periodo appena iniziato di sofferenza climatica.

Quel tonno di Kevin

Dear Kevin,

posso chiamarti Kevin? In fondo ci divide meno di un decennio e condividiamo il segno zodiacale. Lo so che non conta niente, ma era per rompere il ghiaccio.

Mi ricordo di te, o Kevin, fin dal tuo esordio in uno dei miei film cult, anche se Il grande freddo racconta un’altra generazione, ma io amo il vintage e poi la colonna sonora è meravigliosa. E anche William Hurt che fa il reduce impotente.vlcsnap-2014-05-31-16h32m14s244

In quel film veramente di te si vedevano solo dei pezzetti mentre ti acconciano per il funerale, in particolare i polsi che il tuo personaggio (Alex, un altro punto di contatto) aveva tagliato prima dei titoli di testa. L’abbiamo saputo dopo che eri tu, pretesto invisibile per la riunione di un gruppo di amici thirty-something alle prese coi ricordi, i cambiamenti e il tempo che passa.

Il tempo passa, Kevin, tutti cambiamo. Anche tu sei cambiato, sei invecchiato, ma con grande classe, e sei ancora bello. Hai fascino da vendere. Credo che non ti mancheranno le proposte di ogni genere, intendo lavorative. Sai, i film, Kevin, quei filmoni hollywoodiani con gli inseguimenti e i complotti, o le storie d’amore, o le avventure coi cowboys e gli indiani.

Oppure una bella serie TV, ne stanno producendo di grandissima qualità. Hai presente Breaking Bad, True Detective o ultimamente Fargo? Ecco, sono solo esempi, ma ti ci vedrei benissimo in un poliziesco seriale. Informati. Chiedi al tuo agente. Oppure preferisci il fantasy? Vuoi che George R. R. Martin non abbia creato un re o un cavaliere che tu possa interpretare?

Tu potresti ribattere che proprio io mi permetto di dirti queste cose, che sono anni che non trovo uno straccio di lavoro. Lo so, Kevin, la situazione è drammatica, ma non sono un’attrice, non più, paradossalmente sarebbe stato meglio. Guarda piuttosto Jane Fonda, che interpreta la proprietaria della rete televisiva in The Newsroom, altra grande serie.  kevin-con-tonno

Insomma, Kevin, non ci posso credere che tu abbia trovato solo lo spot del tonno per fare un po’ di soldi! Non ci credo. Licenzia il tuo agente, fai qualcosa, ribellati! Dì che è stato un errore, che avevi frainteso, che sei onesto e onori gli impegni presi, ma ora abbandona il tonno agli attori di serie B, per favore. Il tonno no, Kevin, no.

Sinceramente e stimatamente.

Ironica

P.S. Ora, Kevin, mi potresti contestare che Bryan Cranston ha fatto la pubblicità a una nota pomata per le emorroidi. Ma era giovane, all’inizio della carriera. Ora è fottutamente cazzuto e come minimo recita con Godzilla, non con un tonno.

Bryan Cranston in uno spot pubblicitario degli anni '80. Sì quella che ha in mano è la cremina per le emorroidi.

Bryan in uno spot pubblicitario degli anni ’80. Sì, quella che ha in mano è la cremina per le emorroidi, embè?