Report di fine anno. Il trionfo dell’infografica.

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2014 per questo blog.

[Scusate, la storia dei folletti non è mia ovviamente, viene in automatico. La lascio perché, al momento, non mi viene nulla di alternativo. Tenetevi i folletti.]

Ecco un estratto:

Una metropolitana a New York trasporta 1 200 persone. Questo blog è stato visto circa 6.500 volte nel 2014. Se fosse una metropolitana di New York, ci vorrebbero circa 5 viaggi per trasportare altrettante persone.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

Ci piace il mi piace (solo quello)

Passando su facebook più tempo a leggere che a scrivere, mi sono venute alcune considerazioni, che vorrei condividere in questo personale spazio stile “casa delle libertà” di guzzantiana memoria.

Siccome più di una volta sono rimasta stupita, perplessa o addirittura basita di fronte al plauso di elementi francamente insignificanti, se non addirittura da disapprovare (sempre e solo altrui, ça va sans dire), ho cercato di capire se e in che modo, il famigerato tasto “mi piace” possa essere cliccato e con quale significato.

1. Piacere. E’ la versione più semplice ed elementare. Questo elemento mi piace. Ovviamente non necessariamente è vero, basta farlo credere.

2. Presa visione. Mi hai taggato in una foto, mi comunichi qualcosa. Ho letto.

3. Nulla osta. Va bene, può andare: sono d’accordo. Ok.

4. Esistenza. Clicco per dimostrare a chi pubblica la notizia/foto/status che ci sono anch’io. Non si esclude la possibilità di un lieve tono polemico: “occhio, che ho visto cosa hai scritto”, accompagnato dal gesto occhio-dito puntato.

5. Partecipazione. Di solito è sotto a notizie drammatiche, non si esprime piacere, ma empatia. E’ una specie di mesto scuotimento di testa, un abbraccio commosso.

6. Esibizione. Il “mi piace” ci fa apparire tra le notizie altrui, è economico, è meno impegnativo di una condivisione, clicchi e immediatamente compari nel tuo piccolo mondo di contatti. In questo caso non è molto importante a cosa ci si riferisca; non è l’arrosto che conta, ma il fumo. Clicco dunque sono.

7. Ammiccamento. In questo caso la comunicazione va oltre l’elemento cliccato. E’ un segno di confidenza, presunta o reale, si fa l’occhiolino al resto del mondo: “clicco qualsiasi cosa pubblichi, voi non potete capire” volendo far immaginare chissà quali profondità di rapporto.

Se scoprirò altri reconditi significati provvederò ad aggiornare la lista.

Tempo fa si era parlato di una possibile attivazione del “non mi piace”, che io accoglierei, pronta ad assistere a flame quotidiane al ritmo di “e perché non ti piace, [insulto a piacere]?”. Dal mio punto di vista sarebbe un’opzione divertente, ma non credo che verrà mai implementata: è contraria alla reale filosofia di facebook, dove ognuno si espone per misurare il consenso altrui, non per avere delle critiche.

A me piacerebbe una rete matura, fatta di persone consapevoli, sincere e dirette, pronte a mettersi in discussione, disposte a capire le ragioni degli altri, informate e capaci di informarsi, dotate di un’ottima padronanza della lingua italiana e… poi vorrei che non ci fossero più bambini che muoiono di fame e che ci fosse la pace nel mondo.