Volete venire a casa mia?

“C’è una casina piccola così…”

Sono entrata nel fantastico mondo delle locazioni brevi e ho aperto la porta al mondo.

Cliccate QUI e cominciate il viaggio.


Casa 42, bilocale nel centro storico.

Bologna, Emilia-Romagna, Italia

Perché 42? “È la risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto” (*) ed è anche il numero di metri quadri dell’appartamento. La posizione è tranquilla ma adatta a chi cer…

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Piccola guida per giuda. Ashley Madison.

Non conoscevo il sito Asley Madison finché non è stato violato da quegli hacker dispettosi. Così oggi mi sono iscritta anch’io.

Tanto per cominciare, non è un sito per persone sposate, come tutti dicono. Io non sono sposata e sono entrata tranquillamente. È un semplice sito d’incontri; ovviamente la tanto sbandierata riservatezza (che poi si è visto dove sia andata a finire) favorisce chi cerca contatti e incontri al di fuori di situazioni ufficiali. I fedifraghi insomma. iscrizione

L’iscrizione è molto semplice e veloce. Si sceglie un username che apparirà nel profilo, quindi è bene evitare il nome vero e optare per qualcosa di stuzzicante.  Come ho fatto io, dopo aver scoperto che Ironica, MissTeriosa, e LadyAle erano già occupati.

Al termine appare un disclaimerpoco tranquillizzante avviso, ma con un po’ di coraggio confermiamo l’iscrizione, cominciando a pregare di non essere contattati da  HannibalDoc.

Naturalmente è possibile inserire una o più fotografie, per illustrare la propria avvenenza. E siccome magari qualcuno è timido, il sito fotogentile mette a disposizione alcuni accorgimenti per favorire l’effetto “ti vedo, non ti vedo” che aiuta anche i più riservati. Due mascherine, un rettangolino rosa e vari gradi di sfocatura. Mancano gli occhiali con i baffi di Groucho Marx.

A questo punto abbiamo anche noi un profilo e siamo pronti ad andare a caccia di avventure.

profilo

Non rimane che esplorare gli altri profili, mandare messaggi, leggere quelli che arrivano e dare il meglio di sé. Ognuno saprà quale sia questo meglio.

Non si pensi di poter prendere la faccenda sotto gamba, o meglio, prendetela sotto quello che vi pare, ma sempre con convinzione perché poi arrivano i giudizi. Come per i ristoranti su Trip Advisor, gli utenti esprimono giudizi e ci vuol poco a rovinarsi la reputazione. 71611ee41eb3dc2710f855cbd2866aa2

Se qualcuno fosse interessato, il sito ha messo una taglia su chi ha rubato e diffuso le identità degli iscritti. Per poco più di 330000 euro vale la pena di fare gli investigatori.

Ultima notazione, è inutile che mi cerchiate nel sito. Ho cancellato l’account subito dopo esserci entrata.

Chi mi ama, mi segua. (Ma non aspettatevi miracoli)

Lo so che non è la stessa cosa.

Ma per motivi vari e di vario genere, l’aggiornamento del blog in questo periodo mi risulta estremamente faticoso.

Non che sia impossibile una visione ironica nelle sale d’attesa di ambulatori e ospedali, o tra gimkane di appuntamenti per visite ed esami medici. Magari in autunno, con un clima più favorevole, riuscirei anche a sorriderne. Ma, come nella migliore tradizione personale, l’insorgenza di emergenze mediche in famiglia è molto più probabile durante l’estate, meglio se caratterizzata da fenomeni climatici meritevoli di nomi mitologici.

Dicevo, lo so che non è la stessa cosa, ma ci sarebbe la mia pagina su Facebook da seguire, dove mischio senza impegno la vita “reale” (quella fatta di ciccia e accadimenti) con quella “virtuale”, abbastanza vuota anch’essa, a onor del vero.

La segnalo qui, senza impegno, come si aggiunge un’ultima notizia volante dopo aver già salutato.

pagina facebook, avatar

Clicca la foto (se ti va).

Denti

Non so esattamente quali sentimenti la parola “dentista” provochi nella maggior parte delle persone. Immagino siano paura, timore, ansia, nervosismo (è un sentimento?). Tutti stati d’animo legati al disagio e a un generico impulso di fuga. In parte condivido, naturalmente, perché anche solo la postura reclinata a bocca aperta mentre un estraneo ci infila dita e strumenti metallici e di altri materiali, non è di per sé rilassante. Anche se devo ammettere di non aver mai sofferto troppo a causa di un dentista.

Parlo di dolore fisico, e mi fermo qui, ché non voglio rivangare passate esperienze lavorative che ho archiviato volentieri.

Ricordo la mia prima devitalizzazione. Ero giovane ma già resistente ai dolori della vita (parlo sempre di quelli fisici). Timorosa ma fiduciosa (che altro avrei potuto fare?) mi affidai alle cure di un dentista che – personaggio curioso invero – oltre a non sembrare molto pratico della procedura (ripeteva a voce alta ogni passaggio, come se leggesse il protocollo), era molto bisognoso di un rapporto amichevole. Cercò di instaurare una conversazione tra il mondano e la confidenza, ma non ebbe da parte mia molta soddisfazione. A parte la mia giovanile timidezza, è difficile chiacchierare di qualsiasi argomento con la bocca piena di cotone, oggetti, oggettini, strumenti rotanti e soprattutto col demoniaco dispositivo di aspirazione della saliva che si attacca alle mucose.

Feci la figura dell’asociale, ma più di qualche muggito non mi riuscì proprio di fare.

In seguito, il destino mi ha fatto incontrare altri professionisti delle cure odontostomatologiche, di varie fogge e carattere, coi quali ho intrattenuto quasi sempre buoni rapporti di reciproca simpatia.

Capita proprio in questo periodo che io mi occupi di denti & dintorni, nelle retrovie, per così dire. Sto imparando molte cose, e magari qualcuno è interessato. Ci sono un paio di pagine di Facebook che raccomando di seguire, così tra le righe mi ritrovate anche lì. Una è dedicata a chiunque possieda denti, l’altra è specifica per chi, oltre ai denti ha la passione per lo sport.

Sentitamente ringrazio, ma passo.

Ringrazio l’autrice di Cornelia P. che mi ha gentilmente coinvolto in una di quelle catene che andavano di moda già 10 anni fa, quando avevo il blog sul defunto Splinder. Bei tempi, quelli. Avevo 10 anni e anche molti chili in meno. Ma sto divagando.

Spero che mi vorrà bene lo stesso se non la continuo, ma sono un po’ pigra e anche restia alle catene, anche se danno lo spunto per scoprire cose belle da leggere.

Mi rendo conto che tendo a riservare le interazioni ai Social Network, dove predominano i “berci”, mentre questo è un angolino ovattato, sussurrato, libero e rarefatto. Ogni tanto leggo gli altri blog; mi piacciono quelli che parlano di argomenti solo apparentemente frivoli: la moda, la TV, i gossip. Mi pascio dello spirito delle giovani donne che ne scrivono, come se fossero mie ipotetiche figlie, o come avrei fatto io se internet fosse stato diffuso una ventina di anni fa.

Quindi, grazie ancora a Michela, e continua così.

F.to la zia Ironica

P.S. tra l’altro il logo di quell’award è bruttarello forte, eh?

Tu mi turbi, signorina.

Non poteva sfuggirmi la fuga di foto di alcune giovani (per fortuna) attrici americane discinte. Credo che a nessuno sia sfuggito, perché ci stanno massacrando da giorni con questo evento informatico/gossipparo.

Penso che le ragazze abbiano peccato solo di ingenuità, dimostrando una certa sprovvedutezza. Non è gente quella che ha bisogno di questo tipo di pubblicità, anche se devo ammettere che alcune non le avevo mai sentite nominare, ma io non faccio testo, sono anziana.

In un commento su Facebook ho trovato il link per vedere le foto di Jennifer Lawrence: sono carine, lei è bella e non volgare. Non so se questo cedere alla curiosità faccia di me una cattiva persona, perché quelle foto non erano destinate alla visione pubblica.

In questo caso chiedo scusa a Jennifer “I’m sorry, I’m so sorry” come direbbe un certo Doctor.

Fanno bene a perseguire legalmente l’invadente che si fa chiamare TheOriginalGuy, spero che lo puniscano, e che impari a farsi i selfie e i fatti suoi. Ognuno ha il diritto di fotografare la sua roba in santa pace.

Quando non esistevano le fotografie, le star di Hollywood si rivolgevano ai grandi pittori. Questo è di Ingres.

Quando non esistevano le fotografie, le star di Hollywood si rivolgevano ai grandi pittori. Questo è di Ingres.

Non mi interessano i motivi per cui la gente si fotografa senza vestiti addosso; anche solo per vedere l’effetto che fa, per me va bene, non è questo che mi turba nella vita. Mi disturbano le immagini dei morti, per esempio, le scene di decapitazione non mi lasciano indifferente, la violenza la reggo solo se è finta nei film.

Ma un sedere no.

Comunque, per sicurezza, le mie le tengo strette in un disco esterno, ben staccato da ogni rete. Il tizio originale è avvertito.

Fields of gold (e anche le olive)

Sono stata una delle prime a intercettare, attraverso un articolo del Telegraph, la notizia che tanto sta animando bacheche e chiacchiericci di questa estate in declino (faccina contenta).

Gli sberleffi stanno tracimando da giorni, il povero (in senso figurato) Sting ha ricevuto talmente tanti inviti a recarsi in luoghi poco carini, che se gli insulti fossero come i dischi venduti, meriterebbe il “vaffanculo di platino”.

Ma vorrei qui, con calma, riparata dai venti un po’ beceri che soffiano nelle reti sociali, riflettere a mente fredda sulla notizia.

Sting offre una giornata in campagna, nella sua lussuosa tenuta, in cambio di un biglietto d’ingresso, per così dire, di circa 260 euro. Tra le attività previste c’è anche una sessione di raccolta delle olive. È questo che ha scatenato la rete (e il web si infiamma): pensare di pagare per esercitare un’attività che di solito invece viene retribuita.

Io stessa ho sollevato qualche ironica (ovviamente) critica, rammaricandomi di non potermi permettere di lavorare per Sting perché sono disoccupata. Un corto circuito per amor di battuta.

Ma dubito che i partecipanti (ché ce ne saranno, oh se ce ne saranno) usciranno da questa esperienza stremati per la stanchezza, né proveranno sulla propria pelle la durezza del lavoro nei campi. Credo piuttosto che Sting abbia colto l’essenza della parola “agriturismo”: vuoi vedere cosa si fa in un’azienda agricola, vuoi passare del tempo in un posto da sogno, vuoi provare a fare l’allegro contadino? Puoi venire a casa mia, ma per questo, paghi.

A mio parere non c’è nulla di male, anche se trovo la cifra eccessiva.

A meno che, compreso nel prezzo, non sia previsto un concerto live e una seduta di sesso tantrico.