Non son portata per gli eventi, anche se mi ci portano

Viaggiare apre la mente, si sa. E non è necessario andare lontano per vivere avventure, ma scendere le scale di casa può essere d’aiuto. La scorsa settimana oltre alle domestiche scale, le consuete, note e domestiche scale, ho sceso anche quelle mobili della Stazione Centrale di Milano.

Tutto ‘sto panegirico per dire che ho fatto una gitarella, per una breve visita ad una cara amica che non vedevo da molti anni.

Milano mi piace, mi è sempre piaciuta, fin dalla prima volta che ci sono stata. Ero giovinetta e mio padre mi ci accompagnò quando ero in preda a furori quizzarol-televisivi. Poi ci sono tornata varie volte, sola o in compagnia, quasi sempre per lo stesso motivo.

evento marketing milano

Immagine mossa per rappresentare la confusione. O viceversa.

La sera del venerdì, quella che usualmente è dedicata alla maratona di serie TV in pantofole sul divano, mi sono ritrovata, senza sapere come-chi-dove-perché, nel vortice rumorosissimo di un evento commercial-mondano. L’umanità dei privilegiati che avevano avuto l’accesso comprendeva bionde vistose con facce annoiate, uomini vari e variegati (anche nelle bizzarre nuances dei capelli), qualche personaggio televisivo e molte bocche masticanti. In fondo è il catering che attira, no?

Un tempo sarei stata molto imbarazzata, mi sarei sentita fuori luogo.

Oggi no. Sapevo di essere fuori luogo, ma non mi chiamerei Ironica se non avessi aguzzato i sensi, in primis quello dell’umorismo.

La tristezza (sì, proprio) emanava da quelli fuori, sul marciapiede, che, col vestito della festa, stazionavano ansiosi, bramosi, protesi verso le due ancelle che avevano il potere di far varcare la soglia di un negozio, ma che in quel momento pareva l’Empireo, il Paradiso, il traguardo dorato e scintillante.

Quando dopo venti minuti sono uscita sottraendomi alla calca smaniosa, ho mormorato “Non spingete, fatemi uscire, mondieu!”.

Avrei voluto aggiungere “Popolino che non siete altro, andate a fare una passeggiata, lì dentro non c’è nulla che meriti l’attesa, ve lo assicuro”.

Ed era vero, la musica martellava i timpani, la gente spintonava e, soprattutto, i panini erano terribilmente piccoli.

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Libriamo Tutti, sù!

Dal 6 al 10 giugno prossimo si svolgerà il primo “Festival della Letteratura Milano” a Milano (del resto sarebbe bizzarro se si svolgesse altrove), cinque giorni di peace and books.  Ne consiglio la partecipazione a chi si trovasse in città e zone limitrofe, abitanti e frequentatori di amene località come Cascina Gobba e Cesano Boscone, che tanto hanno dato alla cultura nazionale.

Nel palinsesto del Festival (non avrei mai pensato di arrivare a usare termini così pippobaudeschi) è prevista la presenza di Libriamo Tutti, un interessantissimo progetto portato avanti da persone molto intelligenti, infinitamente colte ma soprattutto bellissime. Indegnamente e da poco tempo ne faccio parte anche io, in spirito e pixel. 

Siccome è vero che la salute è la prima cosa, ma prova a pagare una bistecca con la glicemia nella norma, e che la cultura è la più grande ricchezza ma anche il deposito di Zio Paperone non è male, c’è bisogno di un po’ di denaro. A questo scopo è stata aperta una campagna di raccolta fondi per aiutare il progetto (ripeto, bellissimo) e dare visibilità agli sponsor. In questa pagina è spiegato tutto ed è possibile offrire delle quote per raggiungere la cifra necessaria.  Si chiama crowdfunding e sembra chissà che, ma è come quando si tirano fuori i quattrini per le liste di nozze. Stessa cosa.

Però questi son soldi spesi bene.