Un volo da dimenticare (non quello che scrive, un altro)

Sono un po’ timorosa nell’apprestarmi a scrivere quello che sto pensando da giorni. Uso il blog personale per non espormi troppo, lo leggono in pochi e forse saranno indulgenti.

Premetto che sono consapevole dell’estrema importanza della ricerca, del cui eccitante mondo ho fatto parte per diversi anni; poi però avevo bisogno di soldi per comprarmi le merendine, e ho dovuto cercarmi un lavoro.

Preciso anche che sono un’entusiasta della tecnologia e delle novità, che mi piace sempre imparare – anche se ormai quello che assimilavo in pochissimo tempo quando avevo vent’anni, ora necessita di una digestione lunga e lenta e spesso viene disperso tra neuroni arrugginiti e distratti.

Sottolineo che mi diverto molto a leggere le notizie di imprese strampalate e avvenimenti curiosi (chi mi legge da anni conosce la mia passione per i cannibali e quelli che si infilano le cose nella testa).

Però, la questione che mi frulla in testa, in base a ciò che leggo in rete, tra le notizie e i social network, è la seguente: sono l’unica nel mondo a pensare che Felix Baumgartner, quello che si è buttato di sotto da un numero esagerato di metri, sia un pazzoide e quel salto una mezza fesseria?