Gomblotto!

È giunto alfine il momento di una confessione.

Io che rido, irrido e derido gli ingenuotti boccaloni che si lasciano abbindolare da qualsiasi teoria complottista, io che mi scompiscio quando leggo i vaneggiamenti degli scrutatori di cieli in cerca di scie, di dischi volanti, di tracce segrete, di losche manovre… io ho un passato da complottista.

A mia parziale giustificazione devo precisare che non avevo più di 8-9 anni di età, che mi mancavano le principali basi scientifiche e che guardavo troppa televisione.

shadoCarInfluenzata dalla serie Ufo S.H.A.D.O. mi ero messa in testa che la sede dell’Enel poco lontana da casa mia, fosse in realtà il mascheramento per un avamposto della SHADO, e che nei sotterranei ci fosse la base di controllo con i computer pieni di lucine, gli schermi dei radar e insomma tutte quelle cose che vedevo la domenica pomeriggio sul canale nazionale della Rai.

L’idea mi era venuta perché era l’unico edificio abbastanza vasto e sviluppato in altezza che avessi visto, vagamente somigliante agli studi cinematografici che facevano da copertura al quartier generale dell’organizzazione. Apparentemente non c’era nulla che lasciasse trapelare la reale destinazione della struttura, sembravano normali uffici. Ma ogni volta che ci passavo davanti, passeggiando col nonno per esempio, sbirciavo (senza farmene accorgere, perché sapevo delle telecamere di sorveglianza esterne) verso le griglie del sottosuolo, immaginando il brulichio degli operatori coi vestitini futuristi che ci proteggevano dall’invasione aliena.

Ed Straker e la madre di Benedict Cumberbatch (sic!)

Ed Straker e la madre di Benedict Cumberbatch (sic!)

Poi il tempo passa, si sa, e si cresce, si cambia, si imparano le cose, si ragiona in un altro modo. Però è esaltante crederci, stare sempre all’erta e sentirsi parte di un mistero che altri non sanno.

A 8 anni.

Comic Con tanta carne

Sto facendo il pieno di video dal Comic Con concluso da pochi giorni. Sopraffatta dalla lussureggiante abbondanza di muscoli e bellezze maschili (curiosamente quelle femminili sono in netta minoranza, ma chi se ne importa), festeggio il primo giorno di agosto che coincide col genetliaco di uno che non è molto muscoloso, non è un supereroe e non ha mai voluto accompagnarmi a San Diego. Il vantaggio è che non legge il blog, e quindi posso dirne tutto il male che voglio.

Nel video qui presente, dedicato alla Marvel, l’entrata del cast degli Avengers, con Robert Downey Jr al minuto 14:42, vale tutto il panel.

Come si diventa uno zombie

Ho visto la puntata più appassionante di tutte e 4 le stagioni di The Walking Dead. Inside the walking dead

Si intitola Inside The Walking Dead. Walker University, e racconta come vengono selezionati e addestrati gli zombie. Mi ero sempre immaginata il giovane aspirante attore reclutato per la serie, che telefona alla madre nel paesello del Montana, Illinois o altro Stato a piacere.

“Mamma, ho superato il provino, mi hanno preso!” E la mamma tutta contenta che chiede “Che parte fai?” E lui “Il morto che cammina”. E poi in seguito “Allora mi hai visto ieri sera? Ero quello senza mandibola a cui tagliano la testa alla fine dell’episodio!”.

School of zombieEppure da quello che si vede in questo speciale è proprio un bel ruolo, di soddisfazione. Impegnativo fisicamente e non solo, perché il produttore esecutivo, Greg Nicotero, non sembra uno che si accontenta. Questo Visconti degli effetti speciali è uno che guarda al dettaglio, che sia l’andatura barcollante (ma guai a imitare il mostro di Frankenstein) o il digrignar di denti. Greg Nicotero with a zombie

Alla fine delle selezioni solo pochi eletti avranno l’onore (e la paga) del set.

Molto interessante la parte dedicata alla creazione delle protesi e delle maschere che rendono i vivi “walkers“.

ZombiemakerInsomma, in attesa che Carl, il bambino che spara, venga trangugiato da uno zombie, questo è l’episodio che mi sento di consigliare anche a chi non segue la serie. Ah, e poi la fangirl che è in me spera nel pateracchio tra Daryl e Carol.

Critica

Leggendo in giro saltando di link in link, seguendo spesso un filo poco logico e casuale, mi capita spesso di imbattermi in siti, blog o quello che sono, che parlano di libri, film e serie tv. Ora che ci penso il filo non è poi così illogico, dato che sono tra gli argomenti che preferisco.

Per questo mi fermo e leggo le cosiddette “recensioni”. In alcuni casi, non tutti s’intende, le virgolette sono obbligatorie perché, secondo me, una recensione è una cosa diversa.

A colpo d’occhio sono dei pezzi piuttosto lunghi, corredati da foto, screenshot e video. Leggendo mi accorgo però che la gran parte del post (o articolo, come piace chiamarlo agli autori per sentirsi giornalisti) non è altro che il riassunto più o meno dettagliato della trama. Inutile poi buttare lì “cifra stilistica” o “stilemi” nelle ultime due righe come una formuletta magica, per illuderci che chi scrive sia un espertone di linguaggi visivi. Se mi racconti per filo e per segno tutta la puntata, nel migliore dei casi, se l’ho già vista, mi fai perdere 10 minuti. Nel peggiore dei casi, mi inondi di spoiler e la prossima volta mi guarderò bene dal caderci di nuovo.  ratatouille-anton-ego

È come quando propongono l’ascolto guidato di un’Opera. Non è che mi devono presentare l’intreccio, se non per i fatti fondamentali. Alessandro Baricco (quello figo, abilissimo scrittore del nulla) è un eccellente narratore di musica, spiega il ruolo degli strumenti, accompagna nel dipanarsi di note e melodie, presenta aneddoti e curiosità, è un vera guida nell’ascolto.

Mi è capitato, viceversa, di assistere a una serata dedicata a “Jesus Christ Superstar”, con il conduttore che si è limitato a raccontare la storia. Praticamente era una lezione di catechismo, con l’ascolto di musica che posso fare quando voglio, per conto mio, mettendo il vinile sul giradischi.

Da una recensione mi aspetto un’analisi, un giudizio, una guida, non il racconto pedissequo di quello che succede. Per ora l’età senile non mi impedisce di capirlo da sola.

Nei siti stranieri si parla di “recap” che vuol dire sommario, riassunto. Se non sai recensire un prodotto, non m’illudere, recappalo pure, magari anche con le battutine da divano che funzionano sempre con gli amici. Ma criticare è una cosa seria.

Il Tesoro perduto

Sto cercando da anni notizie, immagini e video di uno sceneggiato televisivo (allora le serie si chiamavano così) che andava in onda quando ero piccola: “Il Tesoro degli Olandesi”. Si svolgeva per lo più all’interno e sui tetti dell’Opera di Parigi,  durante le prove per la messa in scena di “Coppelia”. Tutto girava intorno ai gioielli di scena (il tesoro), che venivano rubati e sostituiti con dei falsi. Investigavano sul fatto i giovanissimi ballerini della scuola di danza.

Mi pare.

Ricordo con certezza che decisi allora di voler fare la ballerina. E con uguale certezza so che la volta mi sono avvicinata di più a un balletto su un palcoscenico, avevo le nacchere in mano e un bellissimo costume da spagnola. Ma niente a che vedere con la danza, erano più movimenti coreografici. Avrebbero dovuto esserlo. Insomma il tutù è rimasto nei miei desideri.

Comunque, le indagini in rete non hanno mai portato a un risultato soddisfacente.

Per un certo periodo ho pensato perciò di avere un falso ricordo, non avevo nessuna traccia se non qualche immagine sbiadita della mia memoria bambina.

Mi ero quasi rassegnata.

Poi mi sono imbattuta in una copia di un settimanale femminile dell’epoca, e nella sezione dei programmi TV cosa vedo?

Grazia71TV Questo vedo! Non me l’ero sognato, esisteva!

Ho anche scritto alle Teche RAI, chiedendo informazioni o documenti. Penseranno che io sia la solita anziana nostalgica.

In effetti lo sono.

Professorona

Il mio cervello, al contrario di me, lavora parecchio e costantemente. Ultimamente mi si è rivelato un mondo fatto di formazione, corsi, lezioni, workshop per l’impresa, le aziende, i venditori, il business, il marketing e altri termini che non ricordo perché non capisco. Fetta di mercato ampiamente coperta quindi.

Ho pensato quindi che io potrei rivolgermi all’utente semplice, quello normale, che usa la rete per diletto, ma che, per inettitudine personale, ignoranza, pigrizia, indolenza o semplicemente perché non sa a chi chiedere, non riesce da solo ad orientarsi nel mare magnum dell’internet. Per esempio gli anziani senza parenti giovani, oppure con nipoti insipienti, o che sono menefreghisti e trascurano i nonni. (Cattivi!)

PROGRAMMA DEI CORSI “T’INSEGNO QUEL CHE SO” vintage-teacher

Corso base: orientamento e navigazione terra terra.

Cos’è il web? Come ci si rigira? Che succede se pigio qui? La posta elettronica, le ricerche in rete attraverso i più comuni motori di ricerca. Come si scelgono le parole chiave. Una lezione sarà dedicata all’individuazione delle bufale, soprattutto quelle scientifiche. A chi sa l’inglese verrà illustrato il motore di ricerca PubMed, per andare direttamente alle fonti. A chi non lo sa si raccomanda di impararlo, perché serve sempre. Alla fine, chiunque venga sorpreso a credere alle scie chimiche verrà obbligato a ripetere il corso. E denigrato pubblicamente.

Social Network & Mondi Virtuali

Iscrizione a qualsiasi social network e mondo virtuale, creazione di profili accattivanti, spiritosi, seriosi (quelli poetici mi riescono un po’ peggio, ma possiamo ovviare con le citazioni che funzionano sempre), con scelta di immagini adeguate allo scopo (qualunque esso sia). Creare username e password alfanumerici ad alto livello di sicurezza.

Perché entrare in un mondo virtuale. Perché uscirne.

Immagini: piedi al mare, autoscatto e il selfie: perché evitare di farli. Il cibo: come ti rappresento l’avanzo. I gattini: un salvavita o ‘un se ne pole più?

Interpretazione di “mi piace”, commenti e condivisioni (preferiti e retweet) degli altri utenti. Come rendersi simpatici. Come rendersi antipatici. Come allontanare chi non ci piace. Come decidere che qualcuno non ci piace anche se non lo conosciamo.

Psicologia spicciola da social network: studio comparato dei profili altrui. Come leggere tra le righe.

Stalking: come proteggersi e come praticarlo senza farsene accorgere.

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Posso insegnare ad usare qualsiasi applicazione a scelta dell’utente, soprattutto i più comuni giochi (Farmville 2, Pengle, Ruzzle, Candy Crush Saga).

Blog

Il blog: che cos’è, a cosa serve, come funziona. Contenuti: chi fosse fortemente motivato, non avrà bisogno di alcuna indicazione. Gli altri ne faranno a meno e nessuno ne sentirà la mancanza.

Guida su come evitare le guide, i consigli e i decaloghi di cose da fare e da non fare in rete. Questa lezione quindi non si terrà.

“Chi cerca trova”

A richiesta impartisco lezioni confidenziali (sottovoce) e riservate ad appassionati di film e telefilm in lingua originale con sottotitoli. Ovviamente tutto nella massima legalità. (Disse, sollevando la benda nera dall’occhio).

Appendice

Erogazione di servizi per l’utente pigro o troppo indaffarato:

  • In abbonamento offro un servizio di assistenza giochi per il raggiungimento di livelli e bonus all’utente-giocatore che voglia progredire anche quando non può seguire personalmente il gioco.
  • Redazione di status e commenti a scelta dell’utente: buonista, ammiccante, grillino (conosco tutto il repertorio classico), antigrillino (idem come sopra); con una piccola soprattassa si assicura un buon grado di trollaggine con provocazioni e minacce, tutto naturalmente con un linguaggio adeguato allo stile scelto, comprese le sgrammaticature necessarie.
  • Seguo, a richiesta, l’uscita settimanale delle serie TV assicurando puntualità nell’aggiornamento. I video verranno forniti con l’adeguata sottotitolatura. Con una maggiorazione nel prezzo i sottotitoli verranno sottoposti a una personale revisione per assicurare ortografia e congiuntivi corretti (per i pignoli).

 

Tutti i corsi sono rivolti ad allievi senza alcun limite di età, sesso, provenienza geografica. Le tariffe sono personalizzate.

Gli zucconi pagano il doppio.

Quel tonno di Kevin

Dear Kevin,

posso chiamarti Kevin? In fondo ci divide meno di un decennio e condividiamo il segno zodiacale. Lo so che non conta niente, ma era per rompere il ghiaccio.

Mi ricordo di te, o Kevin, fin dal tuo esordio in uno dei miei film cult, anche se Il grande freddo racconta un’altra generazione, ma io amo il vintage e poi la colonna sonora è meravigliosa. E anche William Hurt che fa il reduce impotente.vlcsnap-2014-05-31-16h32m14s244

In quel film veramente di te si vedevano solo dei pezzetti mentre ti acconciano per il funerale, in particolare i polsi che il tuo personaggio (Alex, un altro punto di contatto) aveva tagliato prima dei titoli di testa. L’abbiamo saputo dopo che eri tu, pretesto invisibile per la riunione di un gruppo di amici thirty-something alle prese coi ricordi, i cambiamenti e il tempo che passa.

Il tempo passa, Kevin, tutti cambiamo. Anche tu sei cambiato, sei invecchiato, ma con grande classe, e sei ancora bello. Hai fascino da vendere. Credo che non ti mancheranno le proposte di ogni genere, intendo lavorative. Sai, i film, Kevin, quei filmoni hollywoodiani con gli inseguimenti e i complotti, o le storie d’amore, o le avventure coi cowboys e gli indiani.

Oppure una bella serie TV, ne stanno producendo di grandissima qualità. Hai presente Breaking Bad, True Detective o ultimamente Fargo? Ecco, sono solo esempi, ma ti ci vedrei benissimo in un poliziesco seriale. Informati. Chiedi al tuo agente. Oppure preferisci il fantasy? Vuoi che George R. R. Martin non abbia creato un re o un cavaliere che tu possa interpretare?

Tu potresti ribattere che proprio io mi permetto di dirti queste cose, che sono anni che non trovo uno straccio di lavoro. Lo so, Kevin, la situazione è drammatica, ma non sono un’attrice, non più, paradossalmente sarebbe stato meglio. Guarda piuttosto Jane Fonda, che interpreta la proprietaria della rete televisiva in The Newsroom, altra grande serie.  kevin-con-tonno

Insomma, Kevin, non ci posso credere che tu abbia trovato solo lo spot del tonno per fare un po’ di soldi! Non ci credo. Licenzia il tuo agente, fai qualcosa, ribellati! Dì che è stato un errore, che avevi frainteso, che sei onesto e onori gli impegni presi, ma ora abbandona il tonno agli attori di serie B, per favore. Il tonno no, Kevin, no.

Sinceramente e stimatamente.

Ironica

P.S. Ora, Kevin, mi potresti contestare che Bryan Cranston ha fatto la pubblicità a una nota pomata per le emorroidi. Ma era giovane, all’inizio della carriera. Ora è fottutamente cazzuto e come minimo recita con Godzilla, non con un tonno.

Bryan Cranston in uno spot pubblicitario degli anni '80. Sì quella che ha in mano è la cremina per le emorroidi.

Bryan in uno spot pubblicitario degli anni ’80. Sì, quella che ha in mano è la cremina per le emorroidi, embè?

 

Trash_endence

Transcendence, ovvero “dove andremo a finire, signora mia?”. TRANSCENDENCE

Immaginiamo un mega computer, velocissimo, potentissimo, e anche senziente, al quale se chiedete “puoi dimostrare di avere coscienza di te stesso?” lui risponde ” tu puoi farlo?”. A questo punto i personaggi dentro il film si guardano colpiti da tanta arguzia, mentre gli spettatori al massimo cambiano posizione sulla poltrona.

Immaginiamo che dentro la rete neurale di questa intelligenza artificiale venga uploadata la mente di un essere umano. Nello specifico, il cervello di Johnny Depp, in versione scienziato stropicciato e avvelenato col polonio da un commando di terroristi, contrari agli eccessi della tecnologia perché dannosa per l’umanità. (Un classico).

Ecco che, una volta morto, lo scienziato torna sotto forma di presenza virtuale, potente, onnipresente e forse davvero pericoloso. Insomma una sorta di Her all’ennesima potenza, che, replicandosi in tutti i computer attraverso internet, potrebbe prendere il controllo di tutto, ma proprio tutto. Un altro classico: lo scienziato pazzo che vuole dominare il mondo. Ma è poi davvero cattivo il povero Johnny ridotto a un ammasso di bit?

Evito di raccontare la trama nel dettaglio per due motivi: il primo è che non voglio rovinare il gusto di chi andrà a vedere il film, il secondo è che nella seconda parte ho dormicchiato un po’. Colpa dell’ora tarda e delle poltrone troppo comode.

Comunque ho capito lo stesso, perché sono intelligente e perché tanto originale questa storia non è.

lawnmowerman5In ordine cronologico ho trovato riferimenti a Il tagliaerbe, del 1992, in cui un tizio prima bonaccione e anche un po’ ritardato, diventa sempre più intelligente e alla fine diventa pura energia per controllare tutte le reti di comunicazione.

Ma soprattutto ho ritrovato i nanorobot della serie TV Revolution in cui in un futuro distopico (quanto mi piace questa parola), la Terra si ritrova senza elettricità a causa di un misterioso evento, che somiglia molto a quello del film in questione. revolution_nanites

In conclusione, un film un po’ confuso, a tratti noioso, nonostante tanti bei nomi e belle facce (insieme a Depp ho apprezzato Paul Bettany che interpreta l’amico scienziato, che però… ).

Da 1 a 5 darei 2 palle e mezzo, come incoraggiamento.

E andiamo sempre avanti, mai avere paura della scienza e della tecnologia.

Breaking Bad de noantri

“Ieri sera, dopo un lungo periodo di astinenza, alleviato da visioni casalinghe, sono tornata al cinema. Purtroppo era una di quelle multisala luccicanti e piene di caramelle, coi display come alla stazione, e le code come alla posta; ma per fortuna quando si spengono le luci, ci si può dimenticare che siamo lungo la tangenziale, circondati da centri commerciali e parcheggi.

Già da prima che uscisse ho desiderato vedere “Smetto quando voglio”; l’idea dei ricercatori precari e/o disoccupati che creano una banda di spacciatori mi solleticava parecchio. Per motivi personali.

Non che io sia mai stata coinvolta nella produzione o spaccio di droga, ma nella precarietà e nella disoccupazione dei ricercatori sì.

Il film si è mantenuto ai livelli delle mie aspettative, o speranze. E’ divertente, fa pensare, ben recitato, scorre via gioiosamente, parla di temi attuali e spesso drammatici con leggerezza ma non superficialità. Facce vere, attori semigiovani e conosciuti ma non troppo. Avrei da ridire su un paio di congiuntivi perduti sia dal personaggio del neurobiologo che dal poliziotto, ma posso chiudere un orecchio, per stavolta.

In conclusione non posso che consigliarne la visione, anche a coloro che, come me, apprezzano certe ottime serie televisive, alle quali il film strizza l’occhio con piacevoli rimandi.”smetto-quando-voglio-recensione

Questo è ciò che avrei scritto subito dopo la visione del film, o al più tardi questa mattina.

Se non che, un curioso episodio mi stimola ad aggiungere qualche ulteriore osservazione.

Nella pagina Facebook di Fandango, che ha prodotto il summentovato film (scusate ma sono sotto l’influsso manzoniano), sotto la notizia di un incontro con gli attori, una gentile utente aveva lasciato un commento di questo tenore (non ricordo le parole esatte): “Spero che qualcuno farà notare che il film è palesemente ispirato a Breaking Bad.” Al che io ho aggiunto (parole testuali, rimaste nel registro nelle mie attività); “L’ho visto ieri sera e ho avuto questo pensiero tutto il tempo! Però ciò non toglie che sia un film divertente e ben recitato”.

Orbene, dopo pochissimi minuti il commento è stato eliminato e con esso il mio.

Quindi userò questo post nel mio blog per affermare senza tema di censure, che “Smetto quando voglio” è un omaggio (e se non è così allora è una scopiazzatura) dall’inizio alla fine alla serie americana TV “Breaking Bad”, anzi, alla grandissima serie TV, perché è una delle migliori produzioni che si siano mai viste sui teleschermi di ogni tempo. A richiesta articolerò un’analisi dettagliata della mia affermazione; non lo faccio ora perché non voglio spoilerare e togliere quindi il gusto di andare a vedere il film.

(Comunque Sermonti è figo anche quando fa il coatto).

Il giorno dopo

E così anche quest’anno abbiamo condiviso un giorno importante, e noi siamo qui, ancora attoniti ed emozionati.

Salutiamo quindi la nascita, anzi la rinascita, del grande personaggio amato in tutto il mondo, che viene dal cielo, ci protegge e ci fa sempre sperare.

 Welcome Doctor! doctornew