Carciofi col botto

La notizia del giorno è, naturalmente, quella del carciofo che è esploso tra le mani di una massaia della provincia di Lecco. Se la cosa si ripetesse con altri ortaggi – finocchi a orologeria, zucchini ad autocombustione, asparagi perforanti e ravanelli rotanti – potrebbe diventare un tema ricorrente, come quello degli oggetti dentro la testa, che tante volte ha irretito la mia attenzione in passato.

Anche Sheldon twitta

Anche Sheldon twitta

Ma ecco che la notizia vera per me è che Lecco fa provincia dal 1992 (la sigla è LC, mi sono informata); ero rimasta un po’ indietro, ai tempi dei Promessi Sposi, sono giustificata.

E a questo proposito, la riscrittura su twitter sta proseguendo con soddisfazione, siamo arrivati finalmente a Monza, nel convento della Signora: ci sarà da divertirsi.

Dovevo aspettare 30 anni (forse di più) per queste amenità da secchioni, e soprattutto per non vergognarsi di esserlo.

Io twitto

Naturalmente sono anche su Twitter.

La prima volta mi sono iscritta forse un anno fa, poi ho perso i dati dell’account e ho lasciato perdere. Ma ora è d’uopo esserci e quindi mi sono iscritta di nuovo. Non potevo mancare, tutti quelli che contano twittano e quindi – ho pensato – non sono mica la figlia della serva, e così ho iniziato. Ho capito immediatamente che non fa per me: c’è troppa confusione. Chi mi leggeva in passato conosce la mia idiosincrasia per i commenti fuori tema, ebbene lì il fuori tema è la regola. Ognuno scrive queste frasette nel limite delle 140 battute, che vengono lette dai followers, così che io leggo i messaggi di chi seguo, ma non di quello che gli ha scritto prima. E’ tutto un intreccio di risposte senza domande, o viceversa. Tecnicamente l’uso di alcuni simboli come la chiocciola e il cancelletto permette di risalire al tema del discorso, ma più che social network mi pare una rete da pesca piena di buchi.

Ma il cuore della faccenda sta nel fatto che se non hai seguaci che scrivi a fare? Io ho provato a fare la spiritosa con questi famosi che pare passino il tempo al pc come i più brufolosi dei nerd, ma qualsiasi cenno è caduto nel vuoto. La verità è che loro scrivono e gli altri fanno i fans.

Carino.

Ma per me è un tantino limitata come interazione. Cioè tu, grande personaggio che sta in televisione, pontifichi, gigioneggi, fai il simpatico… e io devo leggere in silenziosa ammirazione lo scambio di saluti con altri grandi personaggi, senza poter mostrare la mia sapida presenza di spirito? Mi sfugge il senso.

Allora resto su Facebook con le mie decine di contatti, a scambiarci le figurine e le canzoncine, oppure torno a giocare con le bambole di pixel. E su Twitter resto solo per mandare insulti. Mi pare equo.